martedì 10 settembre 2013

The Runaways - I love rock 'n'roll


C'è più di un motivo per cui è un peccato che un film come The Runaways sia stato impietosamente bocciato al botteghino e, con il vostro permesso, qui vi dirò perchè.

Le The Runaways sono uno dei primi gruppi rock interamente al femminile ed il primo in assoluto nell'hard rock, un territorio tradizionalmente maschile e maschilista (senza polemica, è un fatto).
Si tratta di un gruppo che ha aperto una via, raccogliendo assai meno, in termini economici e di popolarità presso il grande pubblico, dell'influenza che ha esercitato sui gruppi venuti dopo (sicuramente le Go-go's, le Bangles e più tardi le Hole, mentre al di qua dell'oceano in quel periodo stava per spaccare Siouxsie Sioux).


Quattro ragazze fra i sedici ed i diciassette anni si incontrano un po' per destino e un po' grazie ai buoni uffici del produttore Kim Fowley e formano una band davvero sex drugs & rock 'n' roll. Se fossero quattro uomini nessuno ci troverebbe nulla di strano ma da parte di ragazzine si tratta di una "bad attitude"  too hot to handle per le case discografiche. La parabola segue lo schema classico delle star del rock: inizi stentati, primi successi, tournée che causa tensioni all'interno del gruppo, fino al momento in cui l'equilibrio non può essere mantenuto. Ognuna andrà per la sua strada, ma ci sono legami che riemergono nel tempo. Per qualcuno è la naja, per altri una tournée in Giappone!


Kristen Stewart nella parte di Joan Jett, chitarrista e anima della band, dà la sua migliore performance interpretativa di sempre, intensa e convincente nella rappresentazione della passione per la musica. Cherie Currie, definita "la figlia illegittima di Iggy Pop e Brigitte Bardot" è invece interpretata da un'ottima Dakota Fanning, perfetta nel rappresentare un personaggio per un verso carico di rabbia repressa e per l'altro anelante ad una normalità ormai impossibile, rappresentata dal complicato rapporto con la sorella Marie. Michael Shannon è Kim Fowley, l'istrionico e cinico produttore che crea la band e la gestisce come una sua proprietà personale.
Molto riuscita la resa dell'atmosfera della controcultura di Los Angeles negli anni 70, a metà fra business e disagio sociale. Bellissimi i costumi (viene il dubbio che siano ancora quelli originali) e la coreografia dei concerti, ricreata nella pellicola in modo identico alla realtà, vedere per credere.
Bellissima la colonna sonora, in cui la Stewart e la Fanning cantano, più che dignitosamente, i loro pezzi.

The Runaways (quelle finte)

Basato sul libro autobiografico di Cherie Currie, Neon Angel: A Memoir of a Runaway, The Runaways è finora il solo lungometraggio realizzato da Floria Sigismondi, regista specializzata in videoclip musicali. In realtà più che raccontare la storia della band, la pellicola si concentra sul rapporto fra Joan Jett e Cherie Currie. Le altre componenti del gruppo vengono appena tratteggiate, anche se nella realtà hanno avuto un ruolo più importante per caratterizzare la band.
Sia per i temi trattati: femmismo, subculture metropolitane, l'assurdità del conformismo sociale che per le scelte tecniche (il movimento di camera durante lo shooting fotografico nel giardino di casa Currie è una firma inconfondibile e sublime) è a tutti gli effetti una continuazione del percorso artistico della regista attraverso un mezzo espressivo diverso dal solito (il lungometraggio di fiction).

The Runaways (quelle vere!)

Se penso al successo a suo tempo ottenuto da The Doors di Oliver Stone, è proprio ingiusto che il pubblico abbia snobbato The Runaways (ma quanti fra i giovani d'oggi sanno di che si sta parlando?): il film rende perfettamente la rabbia interiore e la voglia di rivolta "a prescindere" di un rocker adolescente e racconta una storia tutto sommato poco nota ma importante, nel suo universo di riferimento, oltre a ricordarci che se oggi qualcosa ci appare scontato, di solito è perchè ci sono stati dei pionieri, o delle pioniere di coraggio che hanno fatto qualcosa che nessuno aveva mai osato fare in precedenza. 

Il rispetto che si sono guadagnate nell'ambiente si spiega da sè in questo video in cui Dave Grohl (Foo Fighters e Nirvana) presenta al suo pubblico Joan Jett. A distanza di quasi quarant'anni sappiamo che ne valeva la pena. Ne vale sempre la pena!

2010 - The Runaways 
Regia e sceneggiatura: Floria Sigismondi
Soggetto: Cherie Currie
Produttore esecutivo: Joan Jett (et al.)
Costumi: Carol Beadle

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