mercoledì 16 ottobre 2013

Grace di Monaco - Read and be ready


La mania dei film su personaggi dello spettacolo o della politica che ne raccontano la personalità attraverso l'illustrazione di un episodio didascalico anche se apparentemente irrilevante ormai dilaga.
Il 19 dicembre uscirà sugli schermi italiani Grace di Monaco, pellicola che racconta il travaglio interiore di Grace Kelly nel momento in cui si trovava al bivio fra la carriera di attrice internazionale e le nozze con Ranieri di Monaco ed i relativi obblighi "principeschi". Tanto per semplificare le cose fa da sfondo la vicenda storica di un momento di deterioramento - fino quasi alla crisi - dei rapporti fra il minuscolo principato e la Francia gollista.

La famiglia reale monegasca ha criticato con vigore la rappresentazione di Grace Kelly che viene data nel film, avanzando inoltre varie riserve sulla veridicità della rappresentazione storiografica. Le richieste di cambiamenti alla sceneggiatura sono state puntualmente, ed ovviamente, respinte al mittente.
Il regista Olivier Dahan (di cui abbiamo parlato poche settimane fa a proposito del suo commercial per la Lady Dior) ha diplomaticamente dichiarato di odiare personalmente i biopic e di non avere avuto intenzione di realizzarne uno!

Staremo a vedere, per il momento posso dire che non mi convince l'affidamento della parte di Grace Kelly a Nicole Kidman, principalmente per ragioni anagrafiche: all'epoca dei fatti narrati la Kelly aveva ventisette anni, la Kidman oggi ne ha quarantasei (e per giunta esibisce un lifting notoriamente infelice). Magie del cinema, del resto Ranieri di Monaco viene interpretato da Tim Roth compiendo un salto anagrafico altrettanto grande.

Qullo che invece promette piuttosto bene sono le scenografie: le riprese in esterni si giovano dei panorami della riviera: Mentone, Grimaldi (il paese), i meravigliosi giardini Hanbury, oltre che di riprese a Parigi e nella stessa Montecarlo. La residenza ufficiale dei Grimaldi (la famiglia) è stata ricostruita nel genovese Palazzo Balbi.

In casi come questi è sempre legittimo il sospetto che il giudizio più corretto sia la famosa esclamazione fantozziana. Per saperlo non resta che aspettare!



2013 - Grace di Monaco (Grace of Monaco)
Regia: Olivier Dahan
Sceneggiatura: Arash Amel
Costumi: Gigi Lepage

lunedì 14 ottobre 2013

Cattivissimo me 2

       

La Illumination Entertainment (sezione della Universal dedicata alla animazione CGI in 3D) ritorna con il suo quarto film, il seguito del fortunatissimo e nominatissimo  Cattivissimo me. Alla regia sono confermati Pierre Coffin e Chris Renaud (solo il primo è francese), creatori dei personaggi originali. La colonna sonora è ancora curata da Pharrell Williams e Heitor Pereira, con ottimi risultati.



In questo secondo episodio vediamo Gru, ormai ritiratosi dal male e convertitosi in produttore di pessime marmellate, reclutato da una organizzazione governativa segretissima, la Lega Anti Cattivi, impegnata a recuperare un pericolosissimo siero rubato da un laboratorio segreto situato nel circolo polare artico.
Gru è quindi costretto a lavorare con la svampita ma efficiente agente Lucy Wilde nel tentativo di recuperare la preziosa sostanza. Nel frattempo Gru si vede costretto a fronteggiare diversi altri problemi, fra cui il licenziamento del professor Nefario (poco stimolato dalla mancanza di cattiveria nei laboratori di Gru), la gestione delle tre figlie adottive, Margo, Edith e Agnes e un misterioso cattivone, che per motivi misteriosi rapisce i Minions. Fra gadget improbabili, incursioni notturne in un ristorante messicano e la gelosia di padre per la cotta di Margo per un ragazzino figlio di Eduardo, il ristoratore messicano che forse ha qualcosa da nascondere, Gru riuscirà a difendere la propria famiglia ma anche ad affrontare le proprie paure.


Coffin e Renaud spingono l'acceleratore sui Minions, le piccole creature a forma di capsula che lavorano nel suo laboratorio, svolgendo qualsiasi tipo di compito in modo entusiasta e un po' pasticcione. In effetti delle buffe creaturine nel primo episodio si era parlato fin troppo poco, ma è chiaro che sono la spalla ideale per infinite gag, al punto che per il 2015 è prevista l'uscita di un film dedicato solo a loro. Gru "buono" L'arrivo delle tre bambine a casa Gru ha - non è sempre così? - stravolto completamente la vita di Gru, per il quale le figlie costituiscono una priorità assoluta, l'agente Lucy Wilde ha in italiano la voce di Arisa, discutibile scelta di doppiaggio, però il personaggio di per sè è divertente con il suo mix molto femminile di astuzia e ingenuità e costituisce un perfetto contraltare a Gru. Fra le bambine è la più piccina, Agnes, a strappare le risate più forti e - a tratti - a far inumidire l'occhio.
I Minions...bè loro sono irresistibili e i loro maldestri omaggi musicali e cinematografici semplicemente esilaranti.


Anche se i personaggi ormai non hanno segreti da svelare allo spettatore, il sequel è all'altezza del predecessore. Il film è adatto a tutte le età, dura un'ora e quaranta e quando finisce dispiace un po' che non ci si possa gustare ancora un paio di scene (peraltro ci sono i titoli di coda, restate seduti ancora un momento please).
Io ho visto il film in una sala - non grande - piena zeppa di bambini che hanno riso dall'inizio alla fine, i loro genitori pure, ed io anche. Che altro si può aggiungere?



2013 - Cattivissimo me 2 (Despicable me 2)
Regia: Pierre Coffin, Chris Renaud
Musiche: Pharrell Williams, Heitor Pereira


giovedì 10 ottobre 2013

Dior - L.A.dy Dior - Director's Ads


Benchè realizzato al di fuori dalla campagna 2011 per la Lady Dior, a chiosa di questa serie di post mi pare valga la pena segnalare questo ulteriore corto che vede ancora una volta protagonista Marion Cotillard per la regia di John Cameron Mitchell (che già aveva realizzato Lady Grey London).
In questo breve film vediamo una Cotillard nel ruolo di una sè stessa in crisi da stress alle prese con un impresario insensibile sullo sfondo di una coloratissima e spietata Los Angeles: un mondo in cui si vernicia l'erba perchè sia più verde (anche di quella del vicino) e persino una crisi di nervi viene sfruttata come geniale mossa di marketing.

La fotografia, luminosissima, è di Frank DeMarco che nel 2011 ha infilato un filotto con il promo dark ed elegante di Lady Grey London (sempre con Mitchell, come abbiamo visto), il crepuscolare Margin Call di cui ho parlato l'anno scorso, e infine questo scanzonato L.A.dy Dior: un'ottima annata!

Il video è molto divertente, una degna chiusura per questa serie di "Director's Ads" dedicati alla Dior Lady.


2011 - L.A.dy Dior 
Prodotto: Lady Dior
Regia: John Cameron Mitchell
Fotografia: Frank DeMarco

domenica 6 ottobre 2013

Gravity - Too tough to die


Quell'inguaribile ottimista di Alfonso Cuarón, dopo l'apocalittico e violento I figli degli uomini torna con una pellicola ambientata là dove non c'è suono, nella calma assoluta dello spazio profondo, molti e molti chilometri sopra la superficie terrestre.


Il film si apre con una meravigliosa inquadratura del telescopio spaziale Hubble, affiancato da uno Space Shuttle impegnato in una missione di manutenzione, sullo sfondo il pianeta azzurro, la Terra, si offre in tutta la sua bellezza. Mentre una squadra di astronauti è impegnata in una passeggiata spaziale, uno sciame di detriti spaziali ad altissima velocità causato dall'esplosione di un satellite russo investe lo shuttle uccidendone tutti gli occupanti: gli unici sopravvissuti alla catastrofe sono il veterano dello spazio Matt Kowalsky e la "specialista di missione" alla sua prima esperienza spaziale, la dottoressa Ryan Stone (una biologa che per oscure ragioni ripara schede elettroniche sul telescopio spaziale). Le telecomunicazioni con la Terra sono completamente saltate, i due sono soli nell'immensità, senza alcun possibile aiuto su cui contare. Con mossa disperata, decidono di tentare di raggiungere la stazione spaziale orbitante ISS, spostandosi nello spazio grazie al "jet pack" di Kowalsky. Inizia così una vera odissea nello spazio nel corso della quale la dottoressa Stone dovrà dare fondo a tutte le sue energie nella missione impossibile di riportare la pelle a casa


Il film è stato scritto dallo stesso Cuarón insieme al figlio trentenne Jonás, ha penato un po' per trovare qualcuno che lo producesse ed è poi stato tenuto - chissà perchè - nel cassetto dalla Warner per un paio  di anni. Le interpretazioni di George Clooney nei panni del pilota freddo ed esperto, e sopratutto di Sandra Bullock in quelli della dottoressa spaventata ma pur sempre coriacea sono coinvolgenti, la Bullock in particolare tiene il film praticamente da sola per tutto il tempo, oltre a sfoggiare un fisico incredibilmente "fit" alla soglia dei cinquant'anni.
La fotografia è di Emmanuel Lubezki, messicano come il regista, e si giova di bellissimi pianosequenza (sono soltanto 156 le inquadrature su cui si fonda il film) fra cui alcune aurore "standard" e un'aurora boreale che varrebbero da sole il prezzo del biglietto (la NASA ha contribuito al progetto mettendo a disposizione del materiale video).


L'unico dubbio che resta all'uscita della sala è se questo film abbia un senso al di là di quello di esistere. Il messaggio di fondo è ben riassunto dal claim del film "never let go" ed in effetti al dottoressa Ryan ce la metterà proprio tutta per non mollare mai, messaggio importante per carità, però suvvia...
Alla fine il film si regge sul riprendere due uomini soli persi nell'immenso nel quale sono destinati a sparire, Kowalski all'inizio si dimostra più vivo di una Ryan ormai robotizzata, de-umanizzata dal dolore per la perdita della figlioletta. Nel corso della sua odissea la protagonista impara ad amare la vita proprio per il fatto di essere immersa in un elemento nel quale è impossibile vivere (e la riemersione dalle acque segna simbolicamente una Ryan rinata).


Gravity è un film di molta tecnica, mischiata con il giusto livello di tensione. Della verosimiglianza scientifica non è neppure il caso di parlare, ma per chi saprà passarci sopra è assicurata un'ora e mezza di fiato sospeso e immagini che meritano un solo aggettivo: spaziali.


2013 - Gravity
Regia: Alfonso Cuarón
Sceneggiatura: Alfonso e Jonás Cuarón
Fotografia: Emmanuel Lubezki