venerdì 30 novembre 2012

Souljacker part I - Ceci n'est pas un film



Dopo aver inaugurato una serie di post dedicati alle pubblicità d'autore, introduco oggi una nuova rubrica, caratterizzata dal sottotitolo Ceci n'est pas un film,  dedicata ai video musicali realizzati da registi famosi.
Rispetto ai film realizzati per la pubblicità, i video musicali presentano sì delle analogie, perchè hanno una durata definita a priori ed un obiettivo che è quello di valorizzare la musica, ma godono di una assoluta libertà creativa in tutto il resto: possono essere folli, classici, deliranti, assurdi, raccontare una storia oppure semplicemente far vedere un tizio che suona.
Così come per i commercials, alcuni registi sono diventati famosi grazie a i video musicali e sono approdati in questo modo al grande schermo, altri si sono prima affermati come autori e solo successivamente hanno affrontato questa interessante forma espressiva.

Per la prima puntata, vi propongo il video girato da un vero maestro del grande schermo: Wim Wenders. La scelta non è casuale perchè Wenders è un regista da sempre interessato al mondo musicale: basta riguardare il concerto di Nick Cave ripreso all'interno di Il cielo sopra Berlino, senza dimenticare quanto gli deve in termini di popolarità raggiunta il Buena Vista Social Club, su cui girò un famoso documentario.
Giusto due anni dopo aver affrontato il tema della musica cubana Wenders girò il video per questa strana band americana di indie rock, gli Eels, che ruota intorno alla figura barbuta di Mister E (mark Everett per l'anagrafe).

IL video è girato all'interno di un carcere in cui la band suona nel corridoio, mentre le celle sono tutte occupate da donne, l'atmosfera è onirica ed il testo presumo rifletta in qualche modo l'esperienza personale di Mister E, orfano di padre e molto legato ad una sorella che ha avuto molti problemi psichici legati al consumo di stupefacenti.
Insomma tutto MOLTO inquietante!

A me video e canzone piacciono molto, ed a voi?




2001 - Souljacker part I - Wim Wenders


mercoledì 28 novembre 2012

Il grande e potente Oz - Read and be ready


Fate parte - come la mia amica Stefania - di coloro che vivono nel culto di James Franco, oppure (nel caso siate maschietti) state ancora sbavando al pensiero di Mila Kunis in Il cigno nero? Vi state chiedendo a quali raffinati progetti stia lavorando Michelle Williams dopo aver interpretato nientemeno che Marylin Monroe, o in un momento di sovrappensiero vi è venuto in mente che al posto di Rachel Weisz dopo aver fatto The Bourne legacy vi avrebbe fatto piacere prendere parte ad un progetto di intrattenimento meno cruento?


Ebbene se appartenete a una qualsiasi di queste categorie, oppure se semplicemente apprezzate il cinema fantasy, Il grande e potente Oz è il film che stavate aspettando.
Previsto in uscita per il prossimo marzo e girato in 3D, il progetto vede il ritorno di Sam Raimi ad un progetto ad alto budget, e la produzione di Joe Roth, già sperimentato nel genere con il peraltro discutibile Alice in wonderland di Tim Burton.
Per l'occasione Raimi torna a lavorare con Franco (dopo i tre film del franchise di Spider-man) e ritrova Danny Elfman, dopo i forti dissapori che li divisero durante la lavorazione di Spider-man 2.
La trama si basa sui personaggi del famosissimo romanzo di L. Frank Baum e si pone come ideale prequel del film che tutti abbiamo amato con Judy Garland protagonista. A  giudiucare dal trailer, ma in realtà al momento la trama non è nota, dubito che le allegorie politiche presenti nel romanzo trovino un riscontro nella pellicola. Peccato, il vederne una trasposizione nel globalizzato mondo moderno darebbe al film uno spessore di livello superiore.


Al momento quello che si sa è che James Franco interpreta il (futuro) mago di Oz, un ambizioso artista da circo di nome Oscar Diggs, che per una serie di eventi fortuiti atterra nel paese di Oz, nel quale avrà l'opportunità di confrontarsi con la strega buona del Nord (Michelle Williams) e con le streghe cattive dell'Est e dell'Ovest (rispettivamente la Weisz e la Kunis). Oscar dovrà decidere da che parte stare e lottare per divenire il "grande uomo" che sogna di essere. Fra i personaggi minori si ritrovano diversi "feticci" di Raimi, come il fratello Ted, o lo squadratissimo Bruce Campbell.
Oltre al regista, le cui capacità sono fuori discussione, la crew tecnica è di primissimo ordine, soprattutto nel comparto scenografia e fotografia: Stromberg e Deming sono entrambi vecchie pellacce di Hollywood con alle spalle decine (diconsi decine) di successi planetari.
Non resta che sperare che la sceneggiatura sia all'altezza della situazione e che la resa del 3D sia adeguata alle aspettative per un titolo di questo tipo. A giudicare dal trailer dovrebbe valer la pena di investire in un pomeriggio in sala, s e vi piace, save the date per il 7 marzo!


2013 - Oz: The Great and Powerful (Il grande e potente Oz)
Regia: Sam Raimi
Fotografia:  Peter Deming
Scenografie: Robert Stromberg
Costumi: Gary Jones 



lunedì 26 novembre 2012

Director's Ads - Barilla / Fellini 1

Pietro Barilla e Federico Fellini

E' da un po' di tempo che prometto novità sul blog, ed è giunto il momento di iniziare a svelarne qualcuna.

Director's ads è una nuova rubrica che entra a far parte stabilmente del blog ed è dedicata agli spot, o ai corti,  realizzati da registi famosi 
 Molti autori cinematografici hanno mosso i primi passi proprio realizzando spot pubblicitari, altri ci sono arrivati dopo essersi affermati. 
La linea di demarcazione fra cinema e pubblicità non è sempre così netta; ad esempio nella serie di post Waiting for Skyfall abbiamo visto quale peso ha il product placement all'interno delle pellicole di 007, ma un conto è realizzare un film che ha dei contenuti promozionali più o meno occulti ed un altro è confrontarsi con una forma espressiva espressamente finalizzata alla pubblicizzazione di un prodotto.
Spero che troverete interessante anche voi esplorare anche questo aspetto della creatività che deve confrontarsi con moltissimi vincoli.
Purtroppo ci sono pochissime risorse in rete per scoprire i dettagli di realizzazione degli spot, quindi ogni suggerimento o segnalazione verrà salutato dal sottoscritto con nitriti di gioia.

Soupe Colbert...gelée de bouillon..bouillon royal...

Parto in quarta con uno spot molto divertente e che ha fatto epoca negli anni 80, firmato nientemeno che DAL maestro: Federico Fellini. In un ristorante di alta classe il maitre arringa una giovane coppia di innamorati elencando una serie di raffinatissimi piatti per restare sopraffatto dalla risposta dell'elegante avventrice: "Rigatoni!", a cui non può che replicare con un "Barilla!"che riecheggia nelle case degli italiani!
Fellini, notoriamente sospettoso verso il mezzo TV, non solo si lasciò convincere a girare lo spot, ma ci prese gusto realizzandone alcuni altri in seguito.
Per realizzare questo spot della Barilla, Fellini si avvalse della collaborazione di Danilo Donati per la scenografia ed i costumi, di Ennio Guarnieri per la fotografia e di Nino Rota per la musica. Tutti insieme fanno ben otto premi Oscar! 
Mi scuso per la qualità del filmato, purtroppo su Youtube non se ne trovano di qualità decente. Temo succederà spesso con i filmati più vecchi.


Spot: Alta Società
Regia: Federico Fellini
Prodotto: pasta Barilla
Anno: 1985


mercoledì 21 novembre 2012

Rock of ages - Censorshit


Chi come me è cresciuto durante la creativa decade degli anni 80 non sbaglierà impossessandosi del DVD (uscito da poco più di un mese) di Rock of ages, l'adattamento cinematografico di un musical di Broadway diretto da Adam Shankman (Prima o poi mi sposo, Missione tata, Hairspray). Si tratta di una favola rock, piena zeppa di belle canzoni (Def Leppard, Twisted Sister, Guns 'n' Roses, Bon Jovi, Joan Jett, Foreigner, Quarterflash, Poison, Extreme, Bon Jovi) e di bravi attori.


La storia non potrebbe essere più classica: la biondina Sherrie (Julianne Hough, regina del Ballando con le stelle USA) arriva a L.A. dall'Oklahoma con una valigia piena di dischi e di sogni di successo, incontra per caso Drew (Diego Boneta, giovanissimo cantante ed attore messicano recentemente sbarcato ad Hollywood), un aspirante rocker che sbarca il lunario come cameriere al Bourbon Room, il club più tosto della città, continuamente alle prese con problemi finanziari a cui il gestore Dennis (Alec Baldwin, straodinario) e  l'aiutante Lonny (Russell Brand, ex marito di Katy Perry) tentano di mettere una pezza.  A complicare le cose ci si mettono anche una giornalista irriverente (Malin Åkerman) e la moglie del sindaco, Patricia (Catherine Zeta-Jones in perfetta forma fisica ed artistica) che guida un gruppo di signore benpensanti in una crociata per bandire il rock dalla città. L'occasione per salvare il locale è un concerto della star Tracee Jaxx (Tom Cruise) e dei suoi Arsenal. Per una fortunata coincidenza Drew si trova ad aprire con grande successo il concerto degli Arsenal, il cui manager (Paul Giamatti, che non ho mai visto sbagliare un ruolo e anche qui è bravissimo) immediatamente lo scrittura. Drew e Sherrie litigano e si lasciano per una incomprensione, ma la lontananza non gli gioverà: Sherrie finisce a fare la spogliarellista nel locale di Justice (una bravissima Mary J. Blige), mentre Drew viene rifutato dalle majors e finisce per andare a cantare in una boy band. L'occasione del riscatto finale è un nuovo concerto al Bourbon Room dove tutti i nodi si scioglieranno e l'amore trionferà insieme alla musica.


Alcune scene memorabili: l'inizio del film con Sherrie sul bus, i duetti di Alec Baldwin e Russell Brand, la incredibile intervista a Tracee e le magnifiche coreografie al Venus Cafè.
L'atmosfera anni 80 è stata curata in modo maniacale sia nelle scenografie che nei costumi (un particolare che dà la misura dell'attenzione ai dettagli: il costume da bagno sgambatissimo di Sherrie) e nel montaggio, il cui ritmo è molto simile a quello dei video dell'epoca di gruppi come gli Skid Row o i Bon Jovi.
Molto azzeccato anche l'accenno al difficile periodo vissuto dal rock (in quegli anni nasceva il fenomeno boy band, che avrebbe ammorbato il decennio dei 90) con la sensazione che il rock avesse ceduto la leadership a generi più "moderni" come il rap o il pop.
Non cedo alla tentazione di addentrarmi nella storia nè nella sociologia dei generi musicali, segnalo soltanto di aver personalmente visto un parallelismo piuttosto evidente fra il personaggio della Zeta-Jones e le vicende che videro protagonista  Tipper Gore, moglie dell'ex-vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore e fondatrice del Parents Music Resource Center, associazione di mogli di politici a stelle e strisce a cui dobbiamo la fondamentale istituzione degli adesivi "Parental Advisory- Explicit Lyrics" incollati sui CD musicali con i testi che contengono le parolacce. Fra la fine degli anni 80 ed il principio dei 90 la PMRC fu avversata molto duramente da artisti come Frank Zappa, John Denver (sic!) o come i Ramones, che le dedicarono addirittura una canzone dal'esplicito titolo di Censorshit, a cui - nel mio piccolo - mi associo.


Il tema di fondo del film è infatti la minaccia rappresentata da ipocriti e benpensanti (come in Footloose, ad esempio) allo spirito rock, che di suo già deve guardarsi dall'avidità delle case produttrici, ma anche dalla propria spinta autodistruttiva. Lo Stacee Jaxx di Cruise è in questo senso perfetto, la vera rockstar vittima dei propri eccessi ed ormai (quasi) perduta, ma che in fondo ha un cuore romantico e riesce a ritrovare sè stesso ed i valori di lealtà, amore e libertà che sono l'ossatura di questo genere musicale. 

Meno male che il rock prima che un genere è un'attitudine alla libertà, alla ribellione ed all'amore e non può morire perchè il film al botteghino è andato malissimo: costato una cifra vicina ai 75 milioni di $ ne ha incassati un po' più di 65. Risultato ingrato: alla fine la pellicola contiene belle performance canore, grandi coreografie e vi farà passare due ore di dissacrante divertimento e musica trascinante. 
Evidentemente oggi vanno di più film come Step Up e la miriade dei suoi sequel, ma non vi preoccupate: Neil Young, uno che è sopravvissuto a quattro decadi di carriera, già nel 1979 affrontava il quesito fondamentale cantando "rock n roll will never die". Lui è ancora qui, nuove generazioni di rockers continuano a nascere, e anche noi ragazzi degli anni 80 facciamo ancora la nostra porca figura.
Rock 'n' Roll!




2012 - Rock of ages
Regia: Adam Shankman
Fotografia: Bojan Bazelli
Scenografia: Jon Hutman
Costumi: Rita Ryack