Lo straordinario fascino della DS non ha conquistato spazio solo sul grande schermo, ha anche ispirato moltissimi video musicali. Uno dei miei preferiti è questa Beside you di Iggy Pop, un singolo tratto dall'album American Caesar del 1993. Il testo, molto bello nella sua semplicità, è di Steve Jones, chitarrista dei Sex Pistols. Il connubio fra musica, parole ed immagini è perfetto, e la DS contribuisce da par suo all'atmosfera cyberpunk del video. Per i lettori più giovani ricordo che nel 1993 la telefonia cellulare era ancora una faccenda per pochi, la videochiamata ed il riconoscimento delle impronte digitali tramite touchscreen roba per futuristi. Ma si sa, Iggy è sempre stato troppo avanti!
Beside you, Mark Romanek,1993
domenica 11 marzo 2012
venerdì 9 marzo 2012
Shame - Message in a bottle

Shame, vergogna: il titolo è vocativo proprio dell'elemento che manca a questo film, o meglio ai suoi personaggi. Steve Mc Queen (ovviamente nessuna parentela), artista - scultore, fotografo e cineasta - inglese costruisce una pellicola dove ogni inquadratura è una piccola opera d'arte di grande potenza visuale. All'uscita dalla sala ho visto spettatori piuttosto angustiati, segno che McQueen sa dove colpire. Del resto, ed è bene dirlo subito a chi volesse intraprendere la visione di questo film, nulla viene nascosto nè lasciato all'immaginazion: Shame mostra proprio tutto e sa colpire i punti scoperti. Non è per tutti, sia detto senza reticenze.
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| Fassbender e McQueen sul set |
Il film segue l'evolversi di questo rapporto, che si estremizza sempre di più fino a giungere ad un punto di rottura oltre il quale le cose non potranno mai più essere le stesse. Forse.
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| Il "rito" del rimorchio al bar |
Shame è un film che ci mostra eventi legati ad un uomo qualsiasi per parlarci di come siamo. Nelle sequenze in metropolitana all'inizio del film lo sguardo è impietoso: Brandon siamo noi, le facce sul metrò sono le nostre facce, tutti concentrati sul tentativo di entrare in relazione il meno possibile l'uno con l'altro.
Il Brandon di Michael Fassbender (un anno di grazia in cui è comparso anche in X-Men L'inizio, A dangerous method e Knockout-Resa dei conti, lo attendiamo in autunno in Prometheus di Ridley Scott, il prequel del mitico Alien) è un uomo ossessionato dal sesso, che è una immagine potente, immediatamente comprensibile e offre l'occasione di mostrare immagini di grande impatto emotivo. Ma la rappresentazione sarebbe stata efficace anche attraverso la droga, o - chessò - la playstation. Nelle disfunzioni della sessualità il comportamento è quasi sempre un sintomo, mentre la causa si trova più in profondità e qui ci si occupa, appunto, delle cause.
Il concetto è che Brandon è disperatamente solo e che la solitudine l'ha reso del tutto insensibile; le figure umane sono oggetti fra gli oggetti, non persone. Il sesso diventa per il protagonista l'unico modo di avere una prova del proprio essere in vita.
Brandon spesso vede panorami spettacolari, si muove in luoghi ammirevoli, ma non riesce realmente a vedere, ad apprezzare nulla di ciò che lo circonda. Il film mostra la incapacità di comunicare, la nostra incapacità ed i mostri che genera, e ce li mostra senza pietà alcuna e senza vergogna: anche di fronte, infine, a qualcosa che riesce a toccare Brandon nel profondo nessuno può essere sicuro che la lezione sia stata appresa. Come McQueen fa dire ad una disperata Sissy "non siamo cattive persone, veniamo solo da un brutto posto". Il posto da cui veniamo, però, è il mondo e finchè non ci decideremo a renderlo migliore di com'è sarà difficile per Brandon e Sissy riuscire a cacciare i fantasmi che li tengono prigionieri.

Di Fassbender si è detto, molto brava anche Carey Mulligan (OK in An education, alle lettrici interessate al vintage consiglio di leggere questo post scritto dalla mia amica Rosaspina, KO in Wall Street Il denaro non dorme mai, di nuovo OK nel pur sopravvalutatissimo Drive), che offre un delicatissimo ritratto della fragile Sissy. Sorprendente per intensità l'interpretazione di New York New York, che strappa una lacrima persino a Brandon!
Brava anche Nicole Beharie, nel ruolo di Marianne, la collega di Brandon che gli offre l'unica opportunità di costruire un rapporto umano vero, il message in a bottle su cui tornerò dopo.
Per chi se lo chiedesse la sexy sconosciuta sul metrò è Lucy Walters, io non mi ricordo dove l'ho già vista. Qualcuno ha suggerimenti?
Bellissima la scenografia, in particolare la casa minimal, ordinatissima e ossessivamente pulita di Brandon che si fa caotica quando vi entra Sissy.
Le riprese della città sono efficacemente caratterizzate dai toni freddi e da luce bianca (o grigia?).
L'insensibilità di Brandon è la nostra insensibilità, e la sua ossessione è immagine delle nostre. McQueen ci mostra un mondo dove non c'è mai gioia, dove ognuno pensa per sè, dove gli amici servono per uscire la sera e non per uscire da un problema. Ci ammonisce, McQueen, siamo diventati una civiltà dove il benessere non manca eppure non riusciamo ad apprezzarlo. Trenta anni fa Sting con i Police cantava di un mondo in cui per tentare di uscire dalla solitudine lanciava un messaggio in una bottiglia, per poi scoprire milioni di altre bottiglie come la propria; oggi forse abbiamo smesso di mandare messaggi e - forse - non siamo più neppure capaci di vedere quelli mandati dagli altri. Ed è un dubbio che, come a me, ha lasciato un certo sgomento anche sulle facce degli altri silenziosi spettatori all'uscita dalla sala.
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| All those moments will be lost in time...like tears in rain |
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domenica 4 marzo 2012
Uno squalo al cinema - Il giorno dello sciacallo
Questa settimana per la rassegna sulla Citroën DS vi propongo la ricostruzione cinematografica dell'attentato di Petit Clamart nel quale solo le peculiari doti tecniche e dinamiche della Dea permisero al Presidente francese di portare ancora una volta a casa la pelle.
Da notare che la DS è anche l'auto scelta dai terroristi, a testimonianza di una supremazia indiscussa!
Cito da Wikipedia: "Le eccezionali doti di sicurezza garantite dal sistema idraulico fecero entrare questa vettura nella storia, salvando la vita di Charles de Gaulle in occasione dell'attentato del 22 agosto 1962 a Petit Clamart. La DS su cui viaggiava il generale fu centrata dai colpi delle mitragliatrici dei capi dell'opposizione francese all'indipendenza dell'Algeria. I proiettili forarono due pneumatici, ma le sospensioni idropneumatiche, che mantenevano stabile l'assetto, permisero all'autista di controllare la vettura e di allontanarsi senza difficoltà a velocità sostenuta."
Il film che contiene questa scena è Il giorno dello sciacallo di Fred Zinnemann, autore anche del mitico Mezzogiorno di fuoco. Si tratta di un avvincente thriller - appena un tantino lungo - tratto dall'omonimo libro di Frederick Forsyth.
Il giorno dello sciacallo, Fred Zinnemann, 1973
Da notare che la DS è anche l'auto scelta dai terroristi, a testimonianza di una supremazia indiscussa!
Cito da Wikipedia: "Le eccezionali doti di sicurezza garantite dal sistema idraulico fecero entrare questa vettura nella storia, salvando la vita di Charles de Gaulle in occasione dell'attentato del 22 agosto 1962 a Petit Clamart. La DS su cui viaggiava il generale fu centrata dai colpi delle mitragliatrici dei capi dell'opposizione francese all'indipendenza dell'Algeria. I proiettili forarono due pneumatici, ma le sospensioni idropneumatiche, che mantenevano stabile l'assetto, permisero all'autista di controllare la vettura e di allontanarsi senza difficoltà a velocità sostenuta."
Il film che contiene questa scena è Il giorno dello sciacallo di Fred Zinnemann, autore anche del mitico Mezzogiorno di fuoco. Si tratta di un avvincente thriller - appena un tantino lungo - tratto dall'omonimo libro di Frederick Forsyth.
Il giorno dello sciacallo, Fred Zinnemann, 1973
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venerdì 2 marzo 2012
Quasi Amici - Fly
Se siete tipi che apprezzano la correttezza politica, allora andate a vedere Quasi amici: si tratta della storia di un'amicizia fra un handicappato ed un negro. Per chi trovasse questi termini sgradevoli o irrispettosi, la visione del film potrebbe essere di grande aiuto perchè parla, con garbo e senza pietismi, di emarginazione. I due protagonisti non vedono uno nell'altro un disabile o un emarginato sociale ma solo una persona, con un insopprimibile carico di difetti.
Prima che la platea si scaldi troppo, specifico che Quasi Amici di Olivier Nakache ed Eric Toledano è una commedia e va letta secondo questo registro. Particolare tutt'altro che secondario, si basa su fatti reali. La sceneggiatura, a firma degli stessi autori è infatti tratta dal libro Le Second Souffle di Philippe Pozzo di Borgo, pubblicato in Italia come Il diavolo custode.
Philippe è un ricco aristocratico diventato tetraplegico in seguito ad un incidente di parapendio. Driss è un giovane senegalese appena uscito di prigione, che tenta di conquistare un sussidio di disoccupazione.
Fra i vari aspiranti al posto di badante di Philippe, Driss viene scelto da Philippe proprio perchè è l'unico che non solo non vuole il lavoro, ma non dimostra neppure un briciolo di pietà verso il tetraplegico. Del resto verso chi potrebbe avere un occhio di riguardo il senegalese, dato che si trova a vivere in una sgangheratissima famiglia nel cuore della banlieue cercando di sbarcare il lunario spesso in modo illegale?
In effetti i due protagonisti sono entrambi emblema della emarginazione, quella economica e sociale Driss e quella fisica Philippe, che vive in un meraviglioso palazzo che non può praticamente godersi, dato che ha il corpo inguaribilmente insensibile ed è costretto a spostarsi utilizzando una carrozzina che guida atrraverso i movimenti del mento.
La cifra della commedia sta proprio nella spietatezza dello sguardo. Driss tratta Philippe per quello che in effetti è, una persona come tutte le altre; questi a sua volta non si illude che Driss possa essere diverso da quello che è: un disperato che vive di espedienti.
Eppure, nonostante le prevedibili difficoltà, ciascuno dei due è disposto all'incontro: nessuno ha solo da imparare nè tutto da insegnare. Si instaura quindi un rapporto che prende il volo in quanto non è un lavoro, è un incontro di due anime ormai alla deriva che puntellandosi l'una con l'altra ritrovano una via, la propria via, in barba a quello che il mondo si aspetterebbe da due tipi così.
Il giovane del ghetto si rivela dunque un attentissimo assistente pronto a demistificare la cultura e l'educazione del proprio raffinato assistito. Philippe si solleva così dal ghetto dell'immobilità fisica tornando ad amare, sperare, agire...in una parola: a vivere (meravigliosa la scena in cui vende al fratello il quadro di Driss).
Quando i due capiranno di poter contare l'uno sull'altro, le loro vite prenderanno (anche in senso letterale) il volo. Nessun traguardo è precluso, ed il sapere che gli avvenimenti per quanto romanzati sono reali è una vera iniezione di fiducia.
François Cluzet (attore che lavora prevalentemente in Francia ma che ha lavorato anche con Altman, Kasdan, Chabrol) dà un'ottima prova recitando solo con i movimenti della testa. Fisicamente a me ricorda un po' Dustin Hoffmann (è un complimento).
Omar Sy (visto nel ruolo di Remington in L'esplosivo piano di Bazil) è un Driss irriverente e profondamente umano, che si lascia conquistare dalla forza d'animo del suo datore di lavoro. Sy tiene con autorità la scena praticamente per tutto il film; una bella scoperta che spero avrà opportunità di confermarsi a livello internazionale.
In omaggio alla correttezza politica, una citazione anche per le coprotagoniste femminili: Anne Le Ny, poliedrica artista che sa passare dalla recitazione alla regia alla scenografia. Qui interpreta Yvonne, la burbera ma affettuosa governante di Philippe. Un plauso speciale, infine, per Audrey Fleurot (vista in Le donne del sesto piano e -di sfuggita- in Midnight in Paris) nel ruolo di Magalie, burrosa segretaria di Philippe e mito erotico di Driss. Una presenza contenuta sulla scena, ma che si fa ricordare.
Non è un caso che i francesi siano gli inventori della comédie de moeurs. In equilibrio fra una lacrima ed una risata si affrontano temi piuttosto importanti. Nakache e Toledano mantengono con fermezza la direzione senza perdersi nelle sottotrame: la lezione del film, non solo della storia, potrebbe essere quella di mantenere una certa leggerezza in tutto ciò che si fa.
Dal punto di vista tecnico il film non offre particolari spunti, è doveroso però segnalare a parte la colonna sonora che raccoglie soul, classica ed alcune composizioni originali (ed efficaci sulla scena) di Ludovico Einaudi.
Il Philippe di Cluzet non ha bisogno di commiserazione: ha bisogno di un amico e di vivere la vita con tutta la leggerezza che gli è concessa, come nella scena iniziale: una fantastica sequenza di inseguimento che si conclude in una esilarante zingarata alla Amici miei.
Driss non ha bisogno di uno Stato che gli elargisca un sussidio, ha bisogno di un'occasione e Philippe intravede subito l'opportunità che gli è donata, nonostante le perplessità, non del tutto ingiustificate, del fratello benpensante.
E' la scorretteza politica nel darsi reciprocamente fiducia che rende straordinari sia Driss che Philippe, due uomini senza più illusioni. Eppure il risultato è che nonostante quello che tutti noi samo portati a pensare...Sì, si può essere senza gambe nè braccia ed essere lo stesso un uomo felice.
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