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lunedì 21 ottobre 2013

Cose nostre - Malavita / La recensione


Dopo la parentesi di impegno civile di The Lady, Luc Besson torna a fare ciò che gli viene meglio: raccontare di inconsueti criminali. Nella fattispecie si tratta di una famiglia di malviventi violenti, rissosi e moralisti nella migliore tradizione "Broccolino".
Il film, basato sul romanzo Malavita dello scrittore francese Tonino Benacquista (già pronto il materiale per un eventuale sequel) racconta del gangster newyorkese Giovanni Manzoni che dopo aver testimoniato contro alcuni mafiosi viene inserito insieme a tutta la famiglia in un programma di protezione testimoni del FBI: nuove identità e nuova residenza, in Francia. La natura rissosa e sopra le righe dei Manzoni fa sì che questi finiscano con il cambiare in continuazione nome e indirizzo, nel tentativo di seminare i sicari sguinzagliati sulle loro tracce dai boss di cosa nostra. Giovanni, la moglie Maggie ed i figli Warren e  Belle diventano così la famiglia Blake e vengono trasferiti in uno sperduto paese della Normandia, nel quale tenteranno di integrarsi. Trascurare il minimo dettaglio potrebbe mettere in dubbio la loro copertura e farli individuare dai killer, ma chi è nato e cresciuto sui marciapiedi di Brooklyn possiede sempre qualche risorsa invisibile a prima vista..


Luc Besson dirige benissimo i suoi interpreti: Robert De Niro nel ruolo di Giovanni Manzoni, recita (cosa che non fa più molto spesso). Il suo volto quando inizia la proiezione di Goodfellas nel piccolo cineforum di provincia racconta di una passione per il cinema che è sua, del suo regista e del produttore esecutivo d'exception, Martin Scorsese,in un  magnifico   gioco di scatole cinesi metafilmiche.
Idem dicasi per Michelle Pfeiffer, un talento restituito agli schermi. I meno giovani la ricorderanno - meravigliosa - già Married to the mob in passato, in un ruolo che ha molto in comune con questa mamma e moglie amorevolissima. Tommy Lee Jones presta la faccia da duro all'agente Stansfield, uno che - si vede benissimo - non vedrebbe l'ora di "sparaflashare" tutta la famiglia Manzoni e andarsene al bar a tracannare scotch, ma ce la mette tutta ugualmente per fare bene il suo lavoro.
Bellissima Dianne Agron nel ruolo di Belle, figlia adolescente e manesca di Giovanni. Luc Besson senza un'eroina femminile innocente e letale sembra non saper stare: la sua Belle si assume l'incarico con palpabile entusiasmo. Bellissima la scena in cui mette a posto i compagni di scuola dall'approccio maldestro. John D'Leo, classe 1995, è simpaticissimo nel ruolo di Warren, figlio minore dei Manzoni e baby-padrino della scuola, che architetta diaboliche vendette e assume ben presto il controllo dei piccoli traffici illeciti fra le mura scolastiche.


Il gioco del film consiste nel prendere dei gangster provenienti "davvero" da Goodfellas, con quel tanto di caricaturale che avevano i personaggi del film di Scorsese, e metterli a confronto con dei francesi di provincia rappresentati con registro da commedia (o forse i francesi sono proprio così? Meglio, non chiederselo e salvaguardare delicati equilibri internazionali). La famiglia Blake assurge così a compagine di angeli vendicatori dello sciovinismo d'oltralpe con effetto liberatorio per tutti gli spettatori. Fra commedia e amore per la carneficina-spettacolo, Besson sembra non saper bene che strada scegliere. Il risultato è un film godibile ma non memorabile popolato di personaggi di cui invece mi ricorderò a lungo. I Blake, come dice il titolo originale, sono una vera famiglia: unita e affettuosa: al di là delle stanchezze quotidiane e di una vita tutta fuori dalle righe, nel momento della necessità sanno darsi una mano. Che bravi ragazzi!


2013 - Cose nostre - Malavita (The Family)
Regia: Luc Besson
Produttore esecutivo: Martin Scorsese
Fotografia: Thierry Arbogast
Costumi: Aude Bronson-Howard, Olivier Bériot

martedì 6 agosto 2013

Cose nostre - Malavita - Read and be ready


Se per caso, come me, siete ancora in città mentre quasi tutti sono già partiti per le vacanze e scoprite con orrore che la maggior parte delle sale cinematografiche della zona sono chiuse per ferie, il minimo che posso fare è regalarvi una parola di speranza. L'autunno tornerà, i cinema riapriranno e sicuramente ci saranno pellicole per tutti i gusti per intrattenerci, divertirci e farci sognare. Se nel frattempo avete programmato una vacanza in Francia, vi auguro  di non aver scelto un tour della Normandia: potreste scoprire di essere vicini di casa della famiglia Manzoni.


I Manzoni non sono imparentati con l'autore dei Promessi sposi, nè sono artisti; o meglio probabilmente lo sono, ma l'arte che si sono scelti è la delinquenza! Niente paura, non si tratta di altro che non del ritorno sulla sedia da regista di Luc Besson che ha scelto per la rentrée l'adattamento del romanzo Malavita dello scrittore francese Tonino Benacquista, dove si racconta di una famiglia di malavitosi di NY che nell'ambito di un programma di protezione testimoni viene spedita in uno sperduto paesino della Normandia. Inutile dire che le abitudini un tantino violente della famiglia (padre, madre, due figli e il fedele cane chiamato  - appunto - Malavita) daranno luogo a situazioni irresistibilmente surreali.
Il cast è notevolissimo: Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones e Dianna Agron. Produttore esecutivo nientemeno che Martin Scorsese, il film è stato girato nella Cité du Cinema, gli studios creati dallo stesso Besson a Saint-Denis (cioè Parigi).

Il film è previsto in uscita in Italia per il 10 ottobre e sono certo che ci consolerà dalla depressione post-rientro. Chi non ce la facesse ad aspettare intanto può gustarsi un trailer di tre minuti qua sotto!




2013 - Cose nostre - malavita (The Family)
Regia: Luc Besson
Soggetto: Tonino Benacquista
Sceneggiatura: Luc Besson, Michael Caleo
Fotografia: Thierry Arbogast



venerdì 8 giugno 2012

Men In Black III - Il futuro è un'ipotesi





Dopo dieci anni dall'ultimo episodio, un gradito ritorno: l'agente J e l'agente K dell'agenzia Men In Black ancora una volta in  missione per salvare il mondo.
Il cast storico è quasi al completo: la regia è di Barry Sonnenfeld, sempre in palla, tornano Will Smith e un Tommy Lee Jones invecchiato ma non domo a cui si aggiungono Josh Brolin ed Emma Thompson.

Boris l'animale, in evidente necessità di un ortodontista

La trama vede la coppia di agenti alla caccia di Boris "l'animale", un pericoloso alieno boglodita intenzionato a tornare indietro nel tempo per uccidere l'agente K, colui che l'aveva arrestato quaranta anni addietro, e poter così scatenare la distruzione della terra da parte della razza boglodita.
L'agente J decide quindi di tornare anch'egli nel 1969 per fermare il pericoloso extraterrestre e salvare la vita del proprio mentore. Come prevedibile non tutto andrà secondo i piani e J dovrà allearsi con l'agente K "giovane" per fermare Boris e trovare l'enigmatico Griffin, l'alieno arcaniano con la capacità di vedere il futuro: l'unico in grado di consegnare a K l'arma per difendersi dall'invasione.
Ovviamente i bogloditi non prevarranno, ma modificare il corso degli eventi non può non avere un prezzo, e l'agente J lo imparerà a proprie spese.

Nicole non divide il suo dessert con nessuno!

Questo nuovo capitolo della serie Men In Black, basato su un'idea dello stesso Will Smith, gioca tutto sul viaggio nel tempo, l'agente J si ritrova nel 1969, anno dello sbarco sulla luna, in un mondo abbastanza diverso da quello attuale ed ha l'opportunità di collaborare con i propri "colleghi anziani" nel periodo della loro giovinezza, scoprendone anche qualche piccolo segreto.
L'atmosfera hippy della fine degli anni 60 regala spunti molto divertenti, come il party alla factory di Andy Warhol (dove si scopre che... le tutte le filiformi modelle non sono umane, ma aliene provenienti dal pianeta Glamouria!).
Interessante anche il concetto dei paralleli temporali che Griffin riesce a vedere "tutti insieme", senza però sapere con precisione quale si verificherà. buffo anche l'agente K "giovane": sempre un duro, ma con un'insospettabile vena sentimentale.

29 anni tutti contromano per l'agente K!

Molto azzeccato il cast: Will Smith conserva negli anni la consueta parlantina ed ha sempre un gran fisico. Tommy Lee Jones è un po' ingessato, ma è sempre uno dei duri più efficaci sullo schermo. Josh Brolin (una curiosa carriera la sua, lanciato da giovane e poi ri-lanciato con maggior successo nell'età matura) è un giovane agente K ancora meglio di come ce lo saremmo immaginato. Emma Thompson (era da un po' che non la vedevo) è simpatica come agente O ed è interessante la contrapposizione con la bella Alice Eve che interpreta lo stesso personaggio in gioventù. Bella l'idea di farla diventare direttore dei MIB dopo aver iniziato come segretaria di K.
Jemaine Clement nel ruolo di Boris è cattivissimo e benchè molto truccato sfoggia un fisico da vero guerriero (non a caso è di madre maori).
Qualsiasi commento sarebbe superfluo per Nicole Scherzinger in minivestito di pelle nera e tatuaggione sulla schiena: non il top dell'eleganza, ma sempre un bel vedere con un tocco di ironia.

Ma cosa servono davvero nei ristoranti cinesi?

L'idea attorno a cui si sviluppa il film, in modo non so quanto consapevole, è nientemeno che la teoria del caos. Griffin l'arcadiano è il solo essere rimasto nell'universo in grado di "vedere" le infinite possibilità che a partire da eventi apparentemente insignificanti portano a enormi cambiamenti nel corso del tempo; al tempo stesso ci insegna anche che i possibili "futuri" migliori sono quelli basati sulla verità, il bene chiama il bene, la menzogna il male.
In questi tempi difficili non dispiace che sia una commedia a ricordarci che ciascuno di noi contribuisce ad essere artefice del futuro del mondo, anche attraverso azioni apparentemente banali. Sta a noi scegliere quali comportamenti assumere per dare la forma al nostro tempo ed a quello futuro e non dovremmo mai dimenticarcene!
Un film da vedere per un pomeriggio o una serata di sano intrattenimento dalla prima media in su. Spettacolari scene d'azione, buffi alieni e un divertnete scorcio di swinging sixties.

Se avete letto tutto il post, allora questo potrebbe essere il futuro in cui il capo redattore del NY Times legge questa recensione e mi assume con un contratto a molti zeri...

Per chi è la bulba spinosa? Parla!
...ma se non sta squillando il telefono allora potrebbe essere quello in cui anche oggi mangerò scatolette di tonno ;-(