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venerdì 26 ottobre 2012

James Bond 007 Casino Royale - Waiting for Skyfall


Nel 1967 il produttore Charles K. Feldman propose alla Columbia Pictures di realizzare un film su 007 basandosi sul soggetto originale di Casino Royale di Ian Fleming. Come abbiamo visto nei post precedenti, infatti, la Eon di Cubby Broccoli deteneva i diritti per lo schermo su tutte le opere di Fleming fatta eccezione per Casino Royale, i cui diritti erano stati venduti nel 1954 quando venne realizzato il Casino Royale televisivo della Climax!

David Niven e Deborah Kerr abbattono "cedRRRoni" esplosivi 

Alla Columbia non parve vero di poter sfruttare il traino di un nome già  consolidato (sebbene arrivato all'epoca "solo" al quarto capitolo: Thunderball) e ingaggiò per l'occasione un cast stratosferico, stanziando sì un budget più basso di quelli con cui lavorava la EON, ma comunque ragguardevole. Feldman in un primo momento ingaggiò il pluripremiato sceneggiatore Ben Hecht (Notorious), in seguito pare che il plot sia stato riscritto quasi completamente da Billy Wilder, per finire nelle mani dei più anonimi Mankowitz, Law e Sayers. In tutta sincerità non so se fin dall'inizio l'idea fosse quella di realizzare una parodia e non un film "serio".
Sta di fatto che la produzione della pellicola, forse anche a causa di un cast di attori-primedonne, presto sfuggì ad ogni controllo, come testimoniato dal rapido succedersi di numerosi registi alla direzione dell'opera: Ken Hughes (Schiavo d'amore), Robert Parrish (Lo sperone insanguinato), John Huston e Val Guest, che si trovò a tentare di dare un senso a quanto girato fino a quel momento (con il titolo di coordinating director...che neanche al ministero!).
All'uscita del film il costo finale era lievitato a ben dodici milioni di dollari, il doppio rispetto a quanto preventivato e molto di più rispetto a You only live twice, uscito nello stesso anno e costato "solo" nove milioni e mezzo!


Come in ogni film di 007 che si rispetti non possono mancare i gadgets della sezione Q, come un Rolex Oyster Perpetual dotato di videocomunicazione e una penna stilografica che spruzza gas velenoso negli occhi di chi la usa. Anche la SMERSH (la sezione omicidi del KGB che nella versione della EON prese il nome di SPECTRE, perdendo al contempo la connotazione sovietica) ha a disposizione giochini divertenti come ricetrasmittenti celate in canne da pesca e in cornamuse, galli cedroni meccanici (ed esplosivi) e un furgone-bomba telecomandato.

Daliah Lavi - The detainer

Il cast è straordinario: James Bond è interpretato da David Niven (che Fleming avrebbe voluto al posto di Sean Connery nella serie ufficiale), Le Chiffre ha volto e corpo di Orson Welles, mentre Peter Sellers interpreta il "teorico del baccarat" Evelyn Tremble, prontamente ribattezzato James Bond (per confondere la SMERSH).  Woody Allen, infine, è il misterioso Dr. Noah (parodia del Dr. No dell'omonimo primo film con Connery), l'uomo che tira i fili della macchinazione.

Jacqueline Bisset - Miss Goodthighs

Difficile tenere il conto delle Bond girls:
Deborah Kerr è l'agente Mimi, incaricata di distruggere l'immagine di Bond/Niven dimostrandone l'amoralità; finirà col fallire la propria missione e innamorersene perdutamente!
Ursula Andress dopo essere entrata - in bikini - nella storia come prima Bond girl "protagonista" in Dr. No, si toglie la soddisfazione di eesere anche la prima a impersonare Vesper Lynd.
Jacqueline Bisset è Miss Goodthighs (Bellagamba in italiano), una seducente agente dello SMERSH, Daliah Lavi (Lord Jim con Peter O' Toole) è l'agente incaricata di verificare il buon esito dell'addestramento degli agenti dell'MI6 a resistere alla seduzione femminile; Barbara Bouchet è Miss Moneypenny, o meglio sua figlia, visto che a quanto dice il suo personaggio la madre si è fatta suora dopo anni di attesa della fatidica dichiarazione da parte di 007. Joanna Pettet (qualche apparizione in Fantasilandia e Love Boat) è invece Mata Bond, la figlia di James Bond e Mata Hari!

Ursula Andress - Vesper Lynd

Numerosissime le apparizioni ed i cameo: John Huston, Jean Paul Belmondo, William Holden, Charles Boyer, Peter O'Toole, Geraldine ChaplinAngela Scoular qui è Buttercup, la ragazza nella vasca da bagno: sarà anche Bond girl "ufficiale" nel 1969. Caroline Munro invece dovrà aspettare fino al 1977 e La spia che mi amava.

Barbara Bouchet - Miss Moneypenny

Come avrete ormai capito, nella produzione di questa pellicola il casino ha regnato sovrano (perdonate il gioco di parole, ma un'occasione così non mi capiterà più): durante la lavorazione Orson Welles e Peter Sellers neanche si parlavano (la partita a baccarat è stata girata in due momenti separati), Sellers era stressato dalla crisi del suo matrimonio con Britt Ekland (sara Bond girl in L'uomo dalla pistola d'oro), roso dalla gelosia verso Welles e Woody Allen e per di più avrebbe voluto recitare la sua parte "in serio" e non come parodia, arrivando ad ingaggiare uno sceneggiatore perchè scrivesse le battute del suo personaggio.
Gelosie, invidie e la mancanza di una gestione unitaria del progetto fanno sì che questo si salvi solo per la qualità del cast, per la bellezza delle scenografie psichedeliche e per la vena di incontenibile follia che lo pervade. Il liberatorio finale è emblematico: butta definitivamente in vacca tutto quanto con tanto di pellerossa paracadutisti, foche ballerine, cariche di cowboy, scimmie astronaute e chi più ne ha più ne metta!

Joanna Pettet - Mata Bond

Un punto di forza del film è la colonna sonora basata sulla musica di Burt Bacharach (The look of love fu candidata all'Oscar, senza vincerlo peraltro). Non perdetevi la incredibile versione italiana Lo sguardo d'amore nella scena in cui Tremble si reca a casa di Vesper.
Il tema del film è Casino Royale di Herb Alpert & The Tijuana Brass ormai è un classico al pari delle più famose canzoni della serie "originale" di 007.

Nonostante il film sia stato impietosamente (e correttamente, almeno da un punto di vista "accademico") stroncato dalla critica, si risolse comunque in un successo commerciale, incassando quasi tre volte più di quanto speso. Orson Welles attribuì il successo di pubblico alla attrattività della locandina con la donna tatuata (vedi foto all'inizio del post), ed io non saprei dargli torto!

Ci stiamo avvicinando alla fine di questa lunghissima carrellata dedicata ai film di 007. Resta però ancora un capitolo importante, cioè il ritorno di Sean Connery in una produzione "apocrifa" del 1983: Mai dire mai. Ve ne darò conto nel prossimo e conclusivo post!

Woody Allen - Dr. Noah


1967 - James Bond 007 - Casino Royale
Regia: John HustonVal GuestKen HughesJoseph McGrath,Robert Parrish
Scenografia: Michael Stringer
Costumi: Julie Harris







mercoledì 24 ottobre 2012

Climax! Casino Royale (1954) - Waiting for Skyfall


Chi di voi non ha mai letto la Settimana Enigmistica? Mio nonno la comprava sempre; a me piaceva rubargliela e leggere le stranezze e curiosità che immancabilmente animano la rubrica intitolata Forse non tutti sanno che...
Cosa c'entra questo con un blog di cinema? E' per spiegarvi che non posso resistere a scrivere Forse non tutti sanno che...il primo James Bond dello schermo non ha la faccia di Sean Connery bensì quella di Barry Nelson, mascelluto attore americano che molti di voi avranno visto in Shining di Kubrick dove interpreta il direttore dell'albergo che fa il colloquio per assumere Jack Nicholson.


Ma andiamo con ordine: Climax! è una serie di telefilm andata in onda negli USA fra il 1954 ed il 1958, caratterizzata dalla tematica mistery e dal fatto che ogni puntata è una storia a sè.
La terza puntata è un adattamento dal primo libro edito da Fleming sull'agente segreto britannico James Bond. Il formato telefilm e la necessità di lavorare con un cast ragionevolmente ridotto per le esigenze televisive ha imposto una decisa sforbiciata alla trama originale.
007 non nasce cinematograficamente James bensì "Jimmy" Bond ed è un agente della CIA (e non dell'MI6), con un curioso scambio di ruoli Leiter da Felix diventa Clarence ed è un agente britannico (e non della CIA). Le figure di René Mathis e di Vesper Lynd vengono condensate in quella di Valerie Mathis, interpretata da Linda Christian, famosa in Italia soprattutto per essere la madre di Romina Power.
La conclusione della vicenda è altresì semplificata, con Bond che uccide Le Chiffre dopo che questi lo ha torturato rompendogli le dita dei piedi con una pinza (mentre nell'originale la tortura è esattamente quella mostrata nella recente versione cinematografica con Daniel Craig).


007 fa la sua prima apparizione in smoking bianco, ma la nazionalità americana non gli dona. Nelson non è raffinato e seducente come oggi pretenderemmo dal personaggio, tuttavia convince nel ruolo di spregiudicato giocatore di baccarat e ci mette poco più di un quarto d'ora a baciare Linda Christian, velocità giustificata dalla bellezza dell'attrice (in ottima forma anche se reduce l'anno prima dalla sua seconda gravidanza) che è fra l'altro vestita in modo superlativo.
Peter Lorre, all'epoca appena cinquantenne, è piuttosto imbolsito ma è perfido e pericoloso nel ruolo di un Le Chiffre disposto a tutto pur di entrare in possesso del denaro vinto da 007 in barba ad ogni calcolo probabilistico.


Per chi si fosse incuriosito Climax! Casino Royale è facilmente reperibile in versione originale su youtube (per esempio qui). A mio avviso sia il documento "storico" che - soprattutto - l'ambientazione anni 50 che costituisce l'humus in cui 007 è stato creato, meritano un'occhiata.

Nella prossimo post vi racconterò qualcosa dei moltissimi aneddoti che circondano la parodia di Casino Royale uscita nel 1967. Il progetto vide la partecipazione di alcuni fra i più grandi registi ed attori dell'epoca...ma sto già anticipando i tempi, arrivederci alla prossima puntata!



1954 - Climax! Casino Royale
Regia: William H. Brown
Scenografia: James Del Val





martedì 16 ottobre 2012

Casino Royale - Waiting for Skyfall /21


Con l'arrivo del nuovo millennio si pose per la EON di Barbara Broccoli e Michael G. Wilson un importante dilemma: come rinfrescare l'immagine di 007?
Una delle caratteristiche del franchise dell'agente segreto più famoso al mondo è infatti proprio quella di essersi saputo adattare ai tempi, cambiando attori e stile.
Nel 2002, lo stesso anno di Die another day, era uscito The Bourne Identity, che resettava completamente il clichè del film di intelligence, portando la spettacolarità dell'azione ad un livello superiore. Il successo del sequel The Bourne supremacy confermò la necessità di tenere testa ad un concorrente di altissima caratura.
Nel 2005, invece, Christopher Nolan con Batman Begins dimostrava quanti gradi di libertà  sono consentiti sfruttando con intelligenza l'opzione del reboot, cioè del ricominciare la saga di un personaggio da zero, senza prendere in considerazione in alcun modo i film precedenti.



Nel frattempo la MGM aveva acquisito dalla Sony i diritti cinematografici di Casino Royale, il primo libro di Fleming e l'unico non ancora sfruttato dalla EON come sceneggiatura.
Non è fatto molto noto che persino Quentin Tarantino dichiarò il proprio interesse a fare uno 007 basato  su Casino Royale, con Pierce Brosnan protagonista, ma ambientato negli anni 50 e  girato in rigoroso bianco e nero! Se sia realtà o leggenda probabilmente non lo sapremo mai, quello che è sicuro è che per terrorizzare i produttori sarebbe bastato molto meno!

Tarantino o no, l'occasione si presentava ghiotta per rilanciare alla grande la serie con un reboot di 007 a partire da "the very beginning" con un Bond giovane ed ancora relativamente inesperto? Una volta scelta questa strada, apparve evidente la necessità di utilizzare un attore diverso da Brosnan, ormai troppo in là con gli anni. Al solito furono vagliatio moltissimi candidati, fra gli altri: Goran Višnjić (escluso per l'accento poco british), Eric Bana, Hugh Jackman,il giovanissimo Henry Cavill (che piaceva molto, lo troveremo nel 2013 nel reboot di Superman: Man Of Steel), Colin Salmon (già agente dell'MI6 in due Bond con Brosnan, rischiò di essere il primo 007 di colore).


Alla fine la tenzone si ridusse a Clive Owen ed al più giovane Daniel Craig, che alla fine la spuntò.
Lo 007 degli anni 2000 sarà quindi: biondo, giovane (38 anni), molto muscoloso e anche un po' tamarro (ahimè, i canoni dell'eleganza oggi non sono più quelli del bel tempo che fu).
Grande spazio viene lasciato all'azione "Bourne style", con ampio uso del Krav Maga e una lunga sequenza di inseguimento in stile parkour (i puristi direbbero che in realtà e free running).

Le location sono classicamente bondiane: Londra ovviamente, poi le Bahamas, Venezia, Praga e Karlovy Vary (che finge di essere il Montenegro) in Repubblica Ceca, conclusione in bellezza sul lago di Como.
La Aston Martin continua ad essere l'auto ufficiale di Bond (qui è una DBS V12 con cassetto porta-pistola e defibrillatore portatile). Contrariamente alla tradizione non compaiono nè il personaggio di Q nè quello di Moneypenny, Mentre Judi Dench viene confermata nel ruolo di M (ruolo da lei portato a rilevanza prima insuale).


Caterina Murino - Solange

Il ricorso al product placement come fonte di introiti per la produzione è di fatto ormai inevitabile: dopo "l'era BMW" dei primi tre film con Brosnan inizia una collaborazione con la Ford, le cui auto non fanno parte della dotazione ufficiale, ma Bond le prende sempre a noleggio. Grande pubbicità anche per la birra Heineken, la Virgin Atlantic (con una fugace apparizione di Richard Branson nel metal detector, fateci caso), i vestiti Brioni, gli occhiali Persol. Telefoni cellulari e computer sono invariabilmente della Sony.
Poche ma straordinarie le Bond girls: Caterina Murino intepreta Solange, la moglie di un faccendiere. Con l'ingresso al casinò fasciata di un vestito da sera rosso e con la cavalcata sulla spiaggia in costume da bagno vince di gran lunga la gara di bellezza con Eva Green che però interpreta un ruolo importante: Vesper Lynd, una delle sole due donne al mondo che 007 abbia mai amato. La Green ha il piglio giusto per il ruolo, per il quale aveva dovuto vincere la concorrenza di  Angelina Jolie, Charlize Theron, Cecile de France e Audrey Tatou.

Eva Green - Vesper Lynd

Daniel Kleinman supera sè stesso con forse i migliori titoli di testa di sempre: sfrutta il tema del gioco d'azzardo utilizzando effetti caleidoscopici e frattali. Le pistole sparano proiettili a forma di semi delle carte da gioco, mirini di fucili di precisione diventano ruote di roulette. Il tripudio è completo quando viene composta la scritta 007  con una pistola i cui proiettili bucano una  carta da gioco n°7.
La theme song, il cui titolo - You know my name - è diverso da quello del film è straordinariamente trascinante ed efficace, scritta e cantata dall'ex-Soundgarden Chris Cornell. 

Alla regia ritroviamo Martin Campbell, un esperto in "prime volte di 007", dal momento che aveva già diretto Goldeneye , il resto del cast tecnico viene sostanzialmente e giustamente confermato.

Negli anni 2000 lo sviluppo di tecnologia e telecomunicazioni rende più difficile creare dei gadget tecnologici credibilmente straordinari, ed infatti la produzione sceglie di non puntare su quelli; d'altro canto la spettacolarizzazione della violenza rende "necessario" che Bond semini sulla sua strada una scia di cadaveri ammazzati nei modi più strani. Addirittura lo vedremo imbracciare una mitraglietta (Sean Connery sarà rabbrividito). Il nuovo Bond è più giovane e atletico ma meno "vincente", insomma un po' meno Bond del solito.
Daniel Craig, dopo le perplessità iniziali di grandissima parte della critica, convince il pubblico (che poi è ciò che conta... o no?) e si guadagna un contratto per altri quattro film.
La pellicola è in assoluto la più remunerativa nella storia del franchise dando ancora una volta ragione alla EON, che al termine delle riprese ha già in cantiere il sequel. Ebbene sì, per la prima volta dal 1962 due film di Bond avranno una trama collegata uno all'altro: Quantum Of Solace (secondo una tradizione abbastanza consolidata riprende il titolo di un racconto di Fleming, ma il contenuto e del tutto originale) sarà la storia della vendetta di 007 contro l'organizzazione che ha causato la morte di Vesper. Lo 007 "moderno" saprà confermarsi o finirà col perdere la propria specificità? Lo scopriremo nel  prossimo post!





2006 - Casino Royale
Regia: Martin Campbell
Scenografia: Peter Lamont
Costumi: Lindy Hemming