Il 6 novembre 2015 sarà il giorno dell'uscita, in contemporanea mondiale, di Spectre, il 24° film di James Bond realizzato dalla EON productions.
La pellicola, perchè di 35 mm si tratta, in linea con l'amore per il vintage del personaggio principale, vede l'inatteso ma gradito ritorno alla regia di Sam Mendes dopo il superbo lavoro portato a termine con Skyfall. Il cast tecnico è confermato quasi in pieno, a parte la direzione della fotografia affidata al lanciatissimo Hoyte van Hoytema (Lasciami entrare, The Fighter, La talpa, Her, Interstellar). Sono estremamente curioso di vedere cosa si inventerà questa volta Daniel Kleinman per i titoli di testa, mentre è ancora un segreto chi sarà il performer della title song.
Il cast artistico vede la conferma degli interpreti di Skyfall, oltre all'immarcescibile Daniel Craig torneranno Ben Whishaw come giovane Q, Naomie Harris nel ruolo di Moneypenny e Ralph Fiennes come nuovo M. Le Bond girls saranno Léa Seydoux (che si è fatta le ossa nel genere con l'ultimo Mission Impossible) e Monica Bellucci che a 50 anni stabilisce il record di età per una Bond girl. I cattivi sono impersonati dall'ex wrestler Dave Bautista, da Jesper Christensen (che riprende il ruolo che aveva interpretato in Quantum of solace) e - si presume - da Christoph Waltz:anche se la natura del suo personaggio, villain o buono, non è stata confermata mi auguro ci regali un personaggio perfido ed irresistibile come solo lui sa fare. Nutro grandi aspettative anche verso l'interpretazione di Andrew Scott, l'impareggiabile Moriarty del serial Sherlock, un cattivo genuinamente perfido.
Le locations sono intriganti: Roma, Austria (sulle nevi di Solden), Messico e Marocco. Della trama si sa pochissimo, soltanto che vedremo il ritorno della Spectre, la enigmatica e superefficiente organizzazione spionistica, che nel progetto di reboot a lungo termine della saga di 007 non poteva certo mancare.
Nell'attesa di saperne di più, e soprattutto di vedere il film godiamoci un saporito antipasto: il trailer, fresco di giornata.
2015 - Spectre
Regia: Sam Mendes
Musica: Thomas Newman
Fotografia: Hoyte van Hoytema
L'uscita di Skyfall nelle sale era originariamente prevista per la fine del 2011, ma le difficoltà finanziarie (per usare un eufemismo) della MGM costrinsero la EON a sospenderne sine die la produzione nel corso del 2010. L'uscita dalla crisi della MGM alla fine dell'anno permise fortunatamente alla Sony Pictures di annunciare la ripresa dei lavori nel 2011 in tempo per l'uscita a fine 2012, cogliendo fra l'altro l'occasione del cinquantesimo anniversario dal primo film, Dr. No (Licenza di Uccidere).
Il regista designato per l'operazione è Sam Mendes (American Beauty, Era mio padre, Revolutionary Road). Fatto del tutto inedito nella serie di James Bond, la pellicola è stata affidata ad un regista affermato (fra l'altro premio Oscar all'esordio per America Beauty), che difatti lascia un'impronta piuttosto evidente sul prdotto.
Tonia Sotiropoulou - Bond's lover
Come abbiamo già visto il James Bond degli anni 2000 è molto diverso dai predecessori: più muscolare ma al tempo stesso vulnerabile, c'è molta meno attenzione per i gadget tecnologici (non sarebbe forse un compito troppo arduo trovarne di più immaginifici di quelli che la moderna tecnologia ci mette a disposizione?); torna il personaggio di Q (impersonato dal non poi così giovane Ben Whishaw, che ritroveremo presto in Cloud Atlas dei fratelli Wachowsky), giovane e un po' nerd anche se già pronto ad impegnarsi in schermaglie verbali con 007. Nessuna auto ipertecnologica, o meglio nessuna nuova auto, dal momento che viene rispolverata la progenitrice Aston Martin DB5, con tanto di sedile eiettabile e mitragliatrici nel paraurti. La dotazione di personale di Bond consiste in una "banale" pistola impostata per riconoscere la sua impronta digitale per sbloccare la sicura (in Vendetta privata era un fucile) e un segnalatore radio per inviare la propria posizione alla sezione Q.
Naomie Harris - Eve Moneypenny
Le location sono all'altezza del nome della ditta: Turchia - principalmente Istanbul - con una bellissimo inseguimento nella scena prima dei titoli di testa, Goa, Shangai, l'isola abbandonata di Hashima in Giappone, il villaggio di Glencoe in Scozia, e naturalmente Londra ed i Pinewood Studios.
Il ricorso al product placement è come sempre pesantissimo. Più o meno le marche sono sempre quelle: non sono riuscito a vedere se lo champagne è ancora Bollinger, la Coca Zero non so se si vede in qualche inquadratura ma sostiene ufficialmente la pellicola. Compaiono esplicitamente Virgin Atlantic, Heineken, Sony (laptop e smartphones), gli orologi sono sempre Omega, i vestiti di Daniel Craig sono di Tom Ford, infine...la pistola è sempre una Walther!
Bérénice Marlohe - Sèvèrine
Le Bond girls non credo passeranno alla storia: Tonia Sotiropoulou, attrice e modella greca, è l'amante di Bond nel villaggio sul mare; la modella e attrice francese Bérénice Marlohe è Sévérine, la Bond girl "cattiva" e sfortunata, il cui bellissimo volto avrebbe probabilmente meritato un minutaggio più elevato. L'agente dell'MI6 Eve, collega di Bond sospesa dal servizio dopo che lo ha colpito per errore durante una operazione, è interpretata da una Naomie Harris (Pirati dei caraibi III e IV) fisicamente piuttosto in forma e sempre pronta al battibecco con 007. La ritroveremo nelle prossime puntate? Judi Dench, dopo essere riuscita a portare il ruolo di M da carattere a personaggio, ruba la scena ed i minuti sullo schermo alle colleghe con oltre quarant'anni meno di lei. Quando si dice la classe non è acqua, e da questa M non ci aspettavamo nulla di meno! Javier Bardem interpreta il vilain principale del film, Silva. Sono pochi i grandi attori che hanno avuto l'occasione di interpretare il ruolo del cattivo in un film di 007, e secondo me lui è quello che fa meglio di tutti. Da quando compare sullo schermo fino alla scena nel tunnel giganteggia, poi purtroppo il personaggio si perde ma senza sua colpa. Ralph Fiennes è probabilmente una new entry che ritroveremo stabilmente nel cast, qui interpreta Gareth Mallory, il supervisore dei servizi segreti.
Judi Dench - M
Dal momento che il film è uscito in sala ieri purtroppo non posso mostrarvi i titoli di testa, ma vi anticipo che il ritorno di Daniel Kleinman si fa sentire: sono bellissimi a livello visivo e molto evocativi con le sagome-bersaglio a forma di Bond, lo 007 che spara alle proprie ombre, le macchie di sangue che diventano mappe del sottosuolo di Londra e le macchie di Rorschach che diventano lapidi tombali. Entusiasmante!
La theme song torna nel solco della tradizione (il titolo è lo stesso del film), ed è affidata alla potente voce di Adele, che ne è anche autrice, insieme a Paul Epworth. Una vera Bond song classicheggiante e perfettamente in linea con l'operazione nel suo insieme di recupero del passato in ottica moderna.
James Bond 007 and Aston Martin DB5 - modern classic
Nel 50° anniversario Mendes compie un'operazione davvero autoriale su 007. Si tratta di una ri-fondazione del mito. Ultimamente va di moda citare Nolan per il lavoro che ha fatto su Batman, quasi fosse un metro di paragone, ma in questo caso non sono d'accordo: Bruce Wayne riparte da zero, Bond no, mai.
E' vero quello di Craig è lo 007 meno simile all'originale, a volte un po' tamarro (quelle giacche un po' troppo corte...): cammina come un bodyguard e quanto all'abbigliamento casual è un disastro, epperò è il Bond declinato sui nostri tempi. Inutile negarlo, gli anni 60 sono lontani, i paradigmi di eleganza sono cambiati e l'esclusività del jet set è andata a farsi benedire grazie ai petrolieri arabi, ai mafiosi russi, ai neomiliardari cinesi ed anche per i volgari banchieri occidentali senza cultura, alla Patrick Bateman.
Non resta altro da fare che ricominciare, come Bond ha sempre fatto, e vivere i propri tempi senza dimenticare dove affondano le radici (forti di 50 anni di storia cinematografica e 23 pellicole di successo). Nel film le citazioni del passato e le strizzatine d'occhio al pubblico si rincorrono, ma il senso è chiarissimo e molto british: tutto è diverso ma tutto è ancora come deve essere: Q è tornato, Moneypenny siederà al suo posto, M è sempre lì dietro la sua scrivania e anche quando a causa dei nazisti, della SPECTRE, del terrorismo o persino di noi stessi tutto dovesse crollare, noi ci rialzeremo sempre per combattere uniti, come canta Adele.
Cosa si può dire di un uomo così? L'Inghilterra, la Regina, tutti noi abbiamo ancora bisogno di lui.
Bentornato in servizio 007.
La serie dei film con protagonista James Bond ebbe inizio nel 1962. Per il mondo del cinema si tratta di alcune ere geologiche: tanto per fare qualche esempio in quell'anno morì Marilyn Monroe, l'Algeria ottenne l'indipendenza dalla Francia, si formarono i Beatles, si aprì il concilio ecumenico II, il mondo rischiò la guerra nucleare per la crisi dei missili a Cuba, le sorelle Giussani pubblicarono il primo numero di Diabolik, Frank Morris fuggì da Alcatraz ed ispirò il film (del 1979) con Clint Eastwood. Insomma, si trattava di tempi interessanti quanto lontani agli occhi dello spettatore di oggi.
Fin dall'inizio Albert "Cubby" Broccoli, il boss della EON, la casa di produzione "ufficiale" dei film di 007 aveva in mente di realizzare una serie di film, ma nel mondo dello spettacolo le buone intenzioni fanno presto a morire, e come abbiamo visto negli ultimi mesi si dovette imparare a industrializzare il prodotto, sempre diverso ma con elementi che ne garantiscono la riconoscibilità immediata.
L'agente Fields coperta di oro nero
Considerando i primi capitoli della serie in rapporto all'ultimo Quantum of solace la differenza nell'approccio è davvero impressionante. I binari su cui viaggia il prodotto seriale sono evidenti, nessun dettaglio è trascurato. Questo lo rende un eccellente prodotto, lo spettatore senza dubbio si diverte; tuttavia si è un po' perso il "cuore", il gusto di divertirsi e ogni tanto di ridere un po' di se stessi:
Detto questo, per la prima volta dal 1962 il film costituisce a tutti gli effetti un sequel del precedente Casino Royale; l'idea di sfruttare questa nuova formula fu di Michael G. Wilson, figliastro di Broccoli che dalla morte di questi a assunto la direzione della EON, insieme alla sorellastra Barbara Broccoli.
A mio avviso l'avvento e lo straordinario successo della saga di Jason Bourne hanno avuto un impatto piuttosto pesante su 007, la cui produzione ha cercato di fare proprie alcune caratteristiche del nuovo franchise, scegliendo di entrare in concorrenza quasi diretta piuttosto che di puntare sugli elementi "storici" che ne hanno fatto la forza. Ad esempio venne ingaggiato Dan Bradley, espertissimo coordinatore di stunt e regista di seconda unità, che guardacaso ha girato le scene di azione in The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum.
La regia, dopo essere stata offerta allo sceneggiatore Paul Haggis (Million dollar baby, Crash-Contatto fisico, Flags of our fathers, Casino Royale, The next three days) venne assegnata a sorpresa a Marc Forster (Monster's ball, Neverland-Un sogno per la vita, Il cacciatore di aquiloni), un regista di sentimenti più che di azione, che doveva indagare il lato emotivo di Bond, dopo la perdita dell'amata Vesper Lynd.
Le location vedono ancora molta Italia: Siena (durante il palio), il lago di Garda, Austria, Panama e Cile.
Anche in questo capitolo non compaiono ne Q nè miss Moneypenny e, in omaggio al nuovo corso "relaistico" non compaiono gadget particolarmente tecnologici, in compenso si ricorre in abbondanza al "product placement" per Heineken, Sony, Ford. La Coca Cola ne approfittò per una serie speciale della Coca Zero, ribrandizzata Coca Zero Zero 7!
Gemma Arterton - Strawberry Fields
Nella serie con Daniel Craig le Bond girls sono sempre due: in questo caso Gemma Arterton (attrice che sa scegliersi bei film da fare, ad esempio: Rocknrolla, I love radio rock) interpreta la affascinante Strawberry Fields, funzionaria del consolato britannico in Bolivia che per avere aiutato 007 verrà uccisa annegata e ricoperta di petrolio, in una scena che è una esplicita citazione di Goldfinger.
La Bond girl principale è invece l'attrice di origine ucraina Olga Kurylenko, che si guadagna la parte dopo aver dimostrato le proprie capacità come spalla femminile in due film tratti da videogiochi: Hitman e Max Payne. L'ex agente dei servizi boliviani Camille Montes è un contraltare molto efficace a 007, una vera dura che infatti riesce a sopravvivere anche all'incontro con Bond!
Giancarlo Giannini dopo Casino Royale è ancora René Mathis (la cui fidanzata è interpretata da Lucrezia Lante Della Rovere), vecchia volpe dei servizi segreti, che troverà la morte per mano dell'organizzazione Quantum, un inquietante accolita internazionale di politici e industriali al cui confronto la Spectre sembra pericolosa quanto una bocciofila. Mathieu Amalric, che aveva già lavorato con craig in Munich, interpreta Dominic Greene, il villain principale per il quale pare si sia ispirato a Tony Blair e Nichoals Sarkozy!
Olga Kurylenko - Camille Montes
I titoli di testa passano da Daniel Kleinman alla crew americana MK12, che si riallaccia parzialmente allo stile di Binder utilizzando le figure scure su fondo a colore saturo, torna anche la pallottola come elemento di raccordo, un po' come in Goldeneye. La simbiosi fra le dune di sabbia ed il corpo delle ballerine è davvero d'effetto. La title song, come già in CasinoRoyale rientra nelle "eccezioni", dal momento che non cita il titolo del film. Another way to die è interpretata da Jack White e Alicia Keys: nonostante l'indiscusso talento e la professionalità il risultato non convince.
A 46 anni di distanza dal primo film, James Bond è ormai entrato nella storia non solo del cinema, ma del costume assurgendo quasi a parametro di eleganza. Gli esami, però, non finiscono mai e per tenere testa ai nuovi concorrenti occorre alzare l'asticella dello spettacolo e della violenza, finendo forse per snaturare un po' il personaggio cinematografico originale. Il Bond degli anni 2000 non è più il giocatore vincente e donnaiolo degli esordi, è tormentato, moralista e serioso come gli anni che viviamo. Personalmente avrei preferito uno sviluppo diverso del personaggio, ma resto un fedelissimo che non si perde una "prima". Lo ammetto: 007 mi ha conquistato negli anni della giovinezza e ancor oggi attendo con ansia l'uscita di ogni nuovo film.
Il 31 ottobre appuntamento quindi al cinema per verificare di persona quali sorprese ci riserverà, nel cinquantenario da Dr. No, Skyfall, il 23° capitolo che dai trailer si preannuncia esaltante.
Per ingannare il tempo, nell'attesa vi racconterò qualcosa dei film "apocrifi", ossia dei rari film su 007 non realizzati dalla EON. Alla prossima puntata!
Con l'arrivo del nuovo millennio si pose per la EON di Barbara Broccoli e Michael G. Wilson un importante dilemma: come rinfrescare l'immagine di 007?
Una delle caratteristiche del franchise dell'agente segreto più famoso al mondo è infatti proprio quella di essersi saputo adattare ai tempi, cambiando attori e stile.
Nel 2002, lo stesso anno di Die another day, era uscito The Bourne Identity, che resettava completamente il clichè del film di intelligence, portando la spettacolarità dell'azione ad un livello superiore. Il successo del sequel The Bourne supremacy confermò la necessità di tenere testa ad un concorrente di altissima caratura.
Nel 2005, invece, Christopher Nolan con Batman Begins dimostrava quanti gradi di libertà sono consentiti sfruttando con intelligenza l'opzione del reboot, cioè del ricominciare la saga di un personaggio da zero, senza prendere in considerazione in alcun modo i film precedenti.
Nel frattempo la MGM aveva acquisito dalla Sony i diritti cinematografici di Casino Royale, il primo libro di Fleming e l'unico non ancora sfruttato dalla EON come sceneggiatura.
Non è fatto molto noto che persino Quentin Tarantino dichiarò il proprio interesse a fare uno 007 basato su Casino Royale, con Pierce Brosnan protagonista, ma ambientato negli anni 50 e girato in rigoroso bianco e nero! Se sia realtà o leggenda probabilmente non lo sapremo mai, quello che è sicuro è che per terrorizzare i produttori sarebbe bastato molto meno!
Tarantino o no, l'occasione si presentava ghiotta per rilanciare alla grande la serie con un reboot di 007 a partire da "the very beginning" con un Bond giovane ed ancora relativamente inesperto? Una volta scelta questa strada, apparve evidente la necessità di utilizzare un attore diverso da Brosnan, ormai troppo in là con gli anni. Al solito furono vagliatio moltissimi candidati, fra gli altri: Goran Višnjić (escluso per l'accento poco british), Eric Bana, Hugh Jackman,il giovanissimo Henry Cavill (che piaceva molto, lo troveremo nel 2013 nel reboot di Superman: Man Of Steel), Colin Salmon (già agente dell'MI6 in due Bond con Brosnan, rischiò di essere il primo 007 di colore).
Alla fine la tenzone si ridusse a Clive Owen ed al più giovane Daniel Craig, che alla fine la spuntò.
Lo 007 degli anni 2000 sarà quindi: biondo, giovane (38 anni), molto muscoloso e anche un po' tamarro (ahimè, i canoni dell'eleganza oggi non sono più quelli del bel tempo che fu).
Grande spazio viene lasciato all'azione "Bourne style", con ampio uso del Krav Maga e una lunga sequenza di inseguimento in stile parkour (i puristi direbbero che in realtà e free running).
Le location sono classicamente bondiane: Londra ovviamente, poi le Bahamas, Venezia, Praga e Karlovy Vary (che finge di essere il Montenegro) in Repubblica Ceca, conclusione in bellezza sul lago di Como.
La Aston Martin continua ad essere l'auto ufficiale di Bond (qui è una DBS V12 con cassetto porta-pistola e defibrillatore portatile). Contrariamente alla tradizione non compaiono nè il personaggio di Q nè quello di Moneypenny, Mentre Judi Dench viene confermata nel ruolo di M (ruolo da lei portato a rilevanza prima insuale).
Caterina Murino - Solange
Il ricorso al product placement come fonte di introiti per la produzione è di fatto ormai inevitabile: dopo "l'era BMW" dei primi tre film con Brosnan inizia una collaborazione con la Ford, le cui auto non fanno parte della dotazione ufficiale, ma Bond le prende sempre a noleggio. Grande pubbicità anche per la birra Heineken, la Virgin Atlantic (con una fugace apparizione di Richard Branson nel metal detector, fateci caso), i vestiti Brioni, gli occhiali Persol. Telefoni cellulari e computer sono invariabilmente della Sony.
Poche ma straordinarie le Bond girls: Caterina Murino intepreta Solange, la moglie di un faccendiere. Con l'ingresso al casinò fasciata di un vestito da sera rosso e con la cavalcata sulla spiaggia in costume da bagno vince di gran lunga la gara di bellezza con Eva Green che però interpreta un ruolo importante: Vesper Lynd, una delle sole due donne al mondo che 007 abbia mai amato. La Green ha il piglio giusto per il ruolo, per il quale aveva dovuto vincere la concorrenza di Angelina Jolie, Charlize Theron, Cecile de France e Audrey Tatou.
Eva Green - Vesper Lynd
Daniel Kleinman supera sè stesso con forse i migliori titoli di testa di sempre: sfrutta il tema del gioco d'azzardo utilizzando effetti caleidoscopici e frattali. Le pistole sparano proiettili a forma di semi delle carte da gioco, mirini di fucili di precisione diventano ruote di roulette. Il tripudio è completo quando viene composta la scritta 007 con una pistola i cui proiettili bucano una carta da gioco n°7.
La theme song, il cui titolo - You know my name - è diverso da quello del film è straordinariamente trascinante ed efficace, scritta e cantata dall'ex-Soundgarden Chris Cornell.
Alla regia ritroviamo Martin Campbell, un esperto in "prime volte di 007", dal momento che aveva già diretto Goldeneye , il resto del cast tecnico viene sostanzialmente e giustamente confermato.
Negli anni 2000 lo sviluppo di tecnologia e telecomunicazioni rende più difficile creare dei gadget tecnologici credibilmente straordinari, ed infatti la produzione sceglie di non puntare su quelli; d'altro canto la spettacolarizzazione della violenza rende "necessario" che Bond semini sulla sua strada una scia di cadaveri ammazzati nei modi più strani. Addirittura lo vedremo imbracciare una mitraglietta (Sean Connery sarà rabbrividito). Il nuovo Bond è più giovane e atletico ma meno "vincente", insomma un po' meno Bond del solito.
Daniel Craig, dopo le perplessità iniziali di grandissima parte della critica, convince il pubblico (che poi è ciò che conta... o no?) e si guadagna un contratto per altri quattro film.
La pellicola è in assoluto la più remunerativa nella storia del franchise dando ancora una volta ragione alla EON, che al termine delle riprese ha già in cantiere il sequel. Ebbene sì, per la prima volta dal 1962 due film di Bond avranno una trama collegata uno all'altro: Quantum Of Solace (secondo una tradizione abbastanza consolidata riprende il titolo di un racconto di Fleming, ma il contenuto e del tutto originale) sarà la storia della vendetta di 007 contro l'organizzazione che ha causato la morte di Vesper. Lo 007 "moderno" saprà confermarsi o finirà col perdere la propria specificità? Lo scopriremo nel prossimo post!
Quaranta anni fa esatti, alle olimpiadi di Monaco, il gruppo terroristico palestinese Settembre Nero massacrò, all'interno del villaggio olimpico, ben undici atleti israeliani. Il governo israeliano come reazione organizzò l'operazione segreta "Collera di Dio": un gruppo di agenti del Mossad venne incaricato di trovare ed uccidere i responsabili del'eccidio.
Munich di Steven Spielberg racconta questa storia, basandosi sul libro Vengeance del giornalista canadese George Jonas. Il film, candidato a ben cinque premi Oscar, non ne vinse neanche uno ma rimane un' opera interessante e realizzata benissimo. L'artmosfera anni 70 è strepitosa (alle sue numerose fan consiglio di non perdere Daniel Craig in camicia attillata optical).
La pellicola è ambientata in Israele, Libano, a roma, Parigi, Atene e New York. Le scene di esterni di Roma e Parigi furono in realtà girate a Budapest, che conserva un'aria più seventies.
Non manca, nelle scene parigine una DS 21 nera, elegantissima, che potete ammirare nella scena qui sotto. Questa sequenza dice assai poco del film, ma la DS si vede benissimo!