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giovedì 19 dicembre 2013

Si alza il vento - Read and be ready


Giunto al 25° film da regista e all'età di 72 anni, il mito vivente dell'animazione giapponese Hayao Miyazaki ha annunciato il proprio ritiro. Fortunatamente nel farlo ha reso meno amara la notizia presentando la sua ultima fatica, Si alza il vento, presentato in anteprima all'ultimo Festival del Cinema di Venezia.
Si tratta di un vero e proprio testamento artistico: la storia è una libera trasposizione del libro di Tatsu Hori, a sua volta ispirato da un verso di Verlaine.

Il film è ambientato fra gli anni 20 ed i 40 in Giappone, il giovane Jiro Horikoshi immagina di intrattenere un'amicizia con il suo mito, l'ingegnere italiano Gianni Caproni. Nella fantasia del giovane, Caproni lo invita a farsi progettista di aerei. Divenuto adulto, Jiro progetterà l'aereo da caccia Mitsubishi A6M, il mitico "Zero" utilizzato nell'attaco a Pearl Harbour (famoso cinematograficamente per essere apparso in molti film di guerra, ad esempio in quel Tora! Tora! Tora! di Richard Fleischer che alle medie stregò me e i miei compagni di classe).
Una storia "privata" di un giovane con la passione per il volo, una storia d'amore, e venti anni di Storia del Giappone: un mix che nelle mani di chiunque altro non potrebbe che trasformarsi in un indigesto polpettone. Invece - a quanto riporta chi l'ha visto - Miyazaki lascia il mestiere del cinema con un vero capolavoro di profondità e leggerezza, una favola che mischia le culture parlando di totalitarismo e valori universali, puntando come sempre dritto al cuore dello spettatore.
Il film non è ancora uscito e Miyazaki già ci manca, non resta che sperare in un ripensamento!
In uscita a marzo 2014, decisamente da non perdere.


2013 - Si alza il vento (Kaze Tachinu)
Regia: Hayao Miyazaki
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Animazione: Katsuya Kondô, Kitarō Kosaka

mercoledì 9 maggio 2012

Il castello nel cielo



Da qualche anno è in corso una operazione di re-editing in lingua italiana dei film di Hayao Miyazaki, l'indiscusso maestro giapponese del film di animazione. Dopo il poetico Il mio amico Totoro ed il divertente Porco Rosso, è uscito da poco nelle sale questo Il castello nel cielo.


Il film, che risale ben al 1986 non ha la maturità artistica delle opere più conosciute, ma contiene già  tutti i temi e gli stilemi ricorrenti nel suo cinema: la passione per la macchine volanti, l'ambientazione in un indefinibile periodo di inizio 900, la critica al militarismo, l'amore per la natura, un pizzico di magia, l'importanza del mito, su tutto la freschezza e l'incanto della preadolescenza.


I due protagonisti Sheeta e Pazu hanno entrambi un legame con la città di Laputa, una misteriosa città volante che pochi hanno avuto la fortuna di vedere. Sheeta inoltre possiede un amuleto che ha il potere di modifcare la legge di gravità. L'oscuro legame che la lega Sheeta al castello volante è oggetto dell'interesse sia dell'esercito che di una buffa famiglia di Pirati, la mammina Dola e la caterva dei suoi figli.
Quando Sheeta viene rapita dai militari, Pazu decide di partire alla sua ricerca alleandosi con i pirati. Una volta trovata Laputa, con le ricchezze ed i tesori tecnologici che contiene, i nodi verranno tutti al pettine, tutti i misteri svelati.


Il film è proprio per tutti, ammirare i meravigliosi disegni di Miyazaki è davvero un piacere: le sequenze iniziali con i disegni realizzati con lo stile delle incisioni sono veramente sbalorditive. Le aeronavi  ricche di dettagli e gli aero-scooter dei pirati con le ali di libellula semplicemente geniali.
Ho ritrovato nell'aspetto dei personaggi delle fattezze che mi erano familiari (ma che cronologicamente in realtà appartengono a film successivi): ad esempio Dola la piratessa assomiglia al personaggio di Sophie "vecchia" ne Il castello errante di Howl, uno dei pirati è identico all'avventuriero Donald Curtis di Porco Rosso, il robot, dall'animo tenero ma che si rivela una potentissima arma da guerra, secondo me ha ispirato molto del robot Il gigante di ferro (anche se quello è americano).


Come sempre in Miyazaki sono i ragazzi, coloro che non hanno ancora perduto l'innocenza, a mostrare la giusta via agli adulti. Il castello nel cielo è un film di avventura e di sentimenti, con il fortissimo legame che si instaura subito fra Sheeta e Pazu e l'evoluzione del rapporto con la famiglia dei pirati. Gli adulti corrono dietro alle ricchezze o al potere, che sono per natura sfuggenti, non-sostanziali.
Alla fine il sogno rappresentato dalla città volante si rivela effimero, anche se rimane un indistruttibile simbolo. Alzando o sguardo solo i più fortunati possono vedere passare un meraviglioso palazzo con un giardino giardino dove attraverso la tecnologia rappresentata da un robot solitario si prende cura di animali e piante; non è un miraggio, ma  un sogno che si può tentare di ricreare ogni giorno mettendo le radici su un terreno che diviene via via più solido.
Come dice Sheeta "non si può vivere staccati dalla terra" però, pare ammonirci Miyazaki, si può sempre portare sulla terra un pezzetto di cielo.