mercoledì 29 ottobre 2014

Placebo - Special K - Ceci n'est pas un film


Quale miglior occasione per festeggiare il terzo compleanno di The Talking Mule che parlarvi di una di quelle occasioni che fondono al meglio cinema, musica e letteratura?
Si tratta di un video dei Placebo che costituisce un vero e proprio omaggio ad un classico della fantascienza degli anni 60: Viaggio allucinante.
Il film ha una trama abbastanza originale: negli anni della guerra fredda alcuni sicenziati hanno sviluppato una tecnica per la miniaturizzazione applicabile a qualsiasi cosa. Uno scienziato transfuga depositario di importanti segreti scientifici subisce un attentato che lo lascia in fin di vita per un embolo cerebrale. Viene quindi deciso di iniettargli un sommergibile miniaturizzato con a bordo un equipaggio umano che ha l'obiettivo di distruggere l'embolo prima che provochi irreparabili danni cerebrali. Invece che nello spazio la navicella naviga quindi all'interno del corpo umano tentando di sopravvivere al sistema immunitario. Al termine del film l'unico sopravvissuto viene recuperato all'interno di un dotto lacrimale.

La produzione del film incaricò nientemeno che Isaac Asimov di scrivere il romanzo tratto dalla sceneggiatura. Asimov accettò il lavoro anche se lo trovava scientificamente incoerente. Il cruccio evidentemente gli rimase perchè venti anni più tardi scrisse una "sua" versione, Destinazione cervello, rivedendone l'ambientazione (in URSS) e gli aspetti medico-scientifici.


Il testo della canzone si riferisce invece ad una droga, la ketamina, che induce uno stato di ipnosi e allucinazioni. Il video dei placebo è una sintesi abbastanza rispettosa della pellicola originale con un enigmatico Brian Molko nel ruolo del protagonista.

Se la pellicola originale era diretta da un personaggio come Richard Fleischer (Tora!Tora!Tora! - che, in tema di contaminazioni, ha ispirato anche un pezzo dei Depeche Mode - Il favoloso Dr. Doolittle, Lo strangolatore di Boston, Conan il distruttore, Yado) alla regia del video è chiamato Howard Greenhalgh, uno specialista dei video musicali senza esperienza sul grande schermo, che se la cava egregiamente.
Buona visione a voi e buon compleanno al blog!


2000 - Special K
Artista: Placebo
Regia: Howard Greenhalgh

lunedì 6 ottobre 2014

The Hire /2 Chosen - Director's Ads


Il secondo episodio della serie The Hire ci mostra qualcosa di più sull'enigmatico Driver.
La scena si svolge sempre a New York, dove Clive Owen questa volta deve trasportare un piccolo monaco tibetano appena arrivato via nave (via nave?? Dal Tibet?? e sbarca a New York??) presso l'abitazione di un bonzo locale.
L'auto utilizzata è una BMW 540i, forse perchè il Driver si è stufato di veder bucherellare la sua più prestigiosa e costosa serie 7.
Di primo acchito il piccolo gli consegna una scatola di metallo, da aprire "più tardi". Neanche a dirlo l'auto viene subito inseguita da diverse vetture cariche di figuri poco raccomandabili. Il driver, ovviamente, riesce a seminare tutti ed a portare a termine la missione, andando ben al di là del proprio contratto ed esibendosi in una mossa di karate, il che ci dice che non sa solo guidare bene.

Per questo episodio la regia è di Ang Lee, che divide in quattro capitoli la sua storia: la consegna al porto, un adrenalinico inseguimento in campo aperto, un cervellotico inseguimento all'interno di un labirinto di containers e infine la riconsegna. Il finale riserva una chicca: la misteriosa scatolina di metallo.
Efficacissima la scelta della colonna sonora, musica da camera (di Michael Dyanna, Vita di Pi, Moneyball, Truman Capote con Philip Seymour Hoffman, Little Miss Sunshine)  in contrasto totale con la frenesia delle immagini .
Lo script è di David Carter, sceneggiatore per la TV e per diversi corti, che sarà autore di ulteriori tre gustosissimi episodi del serial BMW.

La BMW films conferma di avere avuto una grande idea: in otto minuti è condensata una intera storia. C'è avventura, c'è mistero e persino un pizzico di tenerezza del Driver verso il piccolo "Chosen one".
Buona visione e a presto con un'altra puntata del nostro viaggio nelle web series del mondo dell' auto!


2001 - Chosen
Prodotto: BMW Auto
Regia: Ang Lee

venerdì 26 settembre 2014

The Hire /1 Ambush - Director's Ads


La serie di The Hire si presenta subito con un episodio tostissimo; sette minuti per ottenere un corto di elevatissimo valore artistico.

 Clive Owen esordisce nelle vesti del driver, freddo ed espertissimo pilota impegnato a trasportare sulla sua BMW 740i (modello molto simile a quello utilizzato da Pierce Brosnan in Il domani non muore mai) un misterioso personaggio, probabilmente un contrabbandiere di diamanti, impersonato da un Tomas Milian, quasi irriconoscibile.
L'auto con i due viene affiancata da un furgone di malviventi decisi a impadronirsi dei diamanti, ma il personaggio di Milian rivela al driver di averli inghiottiti: pur di averli lo squarteranno. Al posto del driver voi che avreste fatto?

La regia è di John Frankenheimer, specialista delle riprese automobilistiche (Grand Prix con James Garner, oltre al miglior inseguimento d'auto degli anni 90: quello di Ronin nelle stradine di Marsiglia), in una delle sue ultimissime opere; mancherà nel 2002.
La sceneggiatura è di Andrew Kevin Walker, autore di Seven e Il mistero di Sleepy Hollow.

La serie si apre quindi presentando tutti i suoi ingredienti: azione adrenalina, auto BMW e un tocco di humour. Il mix negli episodi successivi resterà sempre questo, variandone le dosi in base alla sensibilità del regista di turno.




2000 - Ambush
Prodotto: BMW Auto
Regia: John Frankenheimer

mercoledì 17 settembre 2014

The Hire ed il suo lascito - Director's Ads


Chiudete gli occhi con me e torniamo indietro di una quindicina d'anni. Siamo nel 1999, ai tempi del web 1.0
Riuscite ancora a ricordare come si navigava ai tempi del modem? Tempi da pionieri in cui in pochi avevano già una DSL, YouTube non era stato ancora nemmeno inventato e l'idea di guardare dei video attraverso il web quasi...futuribile.

Proprio in quel periodo la BMW stava vivendo un momento di appannamento dei fatturati ed era alla ricerca di un'idea per un rilancio in grande stile del marchio. La soluzione venne da un manager americano, Jim McDowell, uno che di sicuro sapeva prendere i propri rischi. McDowell si rivolse alla agenzia di pubblicità Fallon Worldwide che gli propose l'idea di una serie di alcuni cortometraggi da pubblicare sul web. Non si tratta di pubblicità, ma di veri e propri short films, in cui il collegamento con il marchio è dato solo dal modello di auto utilizzato.
Il budget destinato al progetto è di 25 milioni di dollari e la BMW ci crede a tal punto che crea una propria casa cinematografica la BMW films, diretta da David Fincher, fresco di successo planetario con Fight Club.

Il titolo: The Hire il protagonista un driver che in ogni puntata viene ingaggiato per portare a termine una missione impossibile grazie ad un diverso modello di BMW. Il ruolo viene affidato ad un fascinoso attore britannico la cui carriera non è ancora decollata: Clive Owen, affiancato di volta in volta da comprimari di assoluto rilievo internazionale. Ogni episodio viene realizzato da un regista diverso: John Frankeheimer, Ang Lee, Wong Kar-Wai, Guy Ritchie, Alejandro González Iñárritu.
I prmi cinque episodi uscirono nel 2001 ed ebbero un tale successo che la BMW, quasi a furore di popolo, nel 2002 realizza altri tre episodi diretti questa volta da John Woo, Joe Carnahan e Tony Scott.

Il serial ebbe un successo straordinario: The Hire venne ammesso alla collezione permanente del MOMA, BMW e Fallon vinsero un sacco di premi, ed il fatturato della casa dell'elica risalì rapidamente, un raro esempio di pubblicità bella ed efficace al tempo stesso.
Luc Besson vi trasse ispirazione per una serie di film da lui scritti e prodotti intitolata Transporter, che contribuirono non poco a lanciare Jason Statham come star di film d'azione.

La prima pietra era stata posta: oggi le web series spopolano anche grazie a questa esperienza, di eccezionale qualità artistica e tecnica.


Nel 2007 Jim McDowell, passato al brand Mini, ritentò la magia. Esplicitamente ispirato a Supercar, ma con un'estetica anni 70 più simile a Starsky e Hutch. L'idea era che una MINI Cooper ("Coop") in versione californiana e dotata di impianti computerizzati di origine militare aiutasse un baffuto eroe a districare un diabolico complotto.
Minore il budget, meno eclatante l'esito, il serial spicca per ironia e disimpegno.


Più di recente (nel 2010) è la Audi a prendere il testimone per realizzare una web series di sei episodi in occasione del lancio della A1, inititolata The Next Big Thing. Il protagonista designato è nientemeno che Justin Timberlake, nel ruolo di un timido impiegato alle prese con una inattesa avventura tutta donne e motori; inutile dire da dove gli arrivano le maggiori soddisfazioni!

Nelle prossime settimane vedremo nel dettaglio le puntate di The Hire, che hanno dignità di film, ancorchè brevi, ma vi racconterò qualche dettaglio in più anche sugli altri due serial.

Nel frattempo qualcuno mi sa suggerire altre web series realizzate su questo stile?